(di Anna Ammanniti) Vaccino anti Covid obbligatorio per tutti, l’opzione necessaria per combattere il Covid, invocata da molti tra gli scienziati, i politici e nel mondo del lavoro.

In Italia nella settimana di Natale si sono registrati contagi mai tanto alti dall’inizio della pandemia, spinti anche dalla sempre più diffusa variante Omicron. L’estensione dell’obbligo vaccinale resta sul tavolo del Governo, soprattutto se la curva del contagio non rallenta. Si lavora sulla possibilità di introdurre l’obbligo del vaccino, al momento previsto solo per i lavoratori della sanità, della scuola e delle forze dell’ordine. Favorevole il ministro della Pubblica Amministrazione
Renato Brunetta, già nel mese di novembre dichiarava di veder bene l’obbligo vaccinale per chi lavora negli sportelli a contatto con il pubblico.
“Serve un Super Green Pass per escludere i No Vax dalla vita sociale. Con uno zoccolo duro del 10% di irriducibili non si risolve nulla. Che fai, gli applichi il trattamento sanitario obbligatori? La strada è un Super Green Pass responsabile e condiviso per non far pagare a tutti l’egoismo di alcuni.”
Il presidente di Confindustria,
Carlo Bonomi convinto dell’obbligo vaccinale:
“Penso si debba fare, il Governo è ancora in tempo! Ne abbiamo perso tanto. Troppo. Si rischia di frenare la ripresa, di lasciare spazio alla pandemia. Capisco che è difficile per qualsiasi democrazia spiegare la necessità dell’obbligo vaccinale, ma penso si debba fare. Ora o mai più, ripeto. Gli italiani hanno dato prova di grande responsabilità. Bisogna darsi degli obiettivi, è importante comprendere che è una battaglia di medio/lungo periodo ed evitare che i no vax vanifichino i sacrifici fatti fin qui. Stiamo pagando, penso ai numeri in crescita di questi giorni sui contagi e alle quarantene, i ritardi del passato. Non dobbiamo mettere il Paese in pericolo, non possiamo farlo. Ora è il momento di costruire l’Italia del futuro, nell’interesse di tutti, senza alcuna bandierina di sorta”.
Il presidente della Fondazione Gimbe,
Nino Cartabellotta è favorevole all’obbligo vaccinale:
“Dobbiamo entrare in una gestione sanitaria, economica e sociale della pandemia. Sono un fautore dell’obbligo vaccinale. Basta parlare di prime, seconde e terze dosi. Bisogna che il vaccino diventi una misura di sanità pubblica che andrà somministrato periodicamente. Del resto il vaccino, nonostante il virus circoli, permette di non affollare gli ospedali”.

Anche le Regioni sono in pressing sull’obbligo vaccinale. Il presidente della Regione Valle d’Aosta,
Erik Lavevaz ha dichiarato che l’obbligo vaccinale è l’unica soluzione.
“Credo si debba arrivare all’obbligo vaccinale per tutti, è l’unica soluzione se si guarda ai dati scientifici, che sono di tutta evidenza. Abbiamo l’82% di ospedalizzati non vaccinati, non c’è molto da discutere per provare a vedere il futuro in una prospettiva diversa. “
Dobbiamo per forza trattare il futuro di questa pandemia, che purtroppo ci accompagnerà ancora per alcuni mesi, in modo diverso. Sono convinto che il sistema di oggi vada rivisto. Non bisogna più usare le quarantene nello stesso modo per chi è vaccinato e chi no. Ho sollecitato in Conferenza delle Regioni che si ampli l’obbligo vaccinale”. Lavevaz fa un confronto con lo scorso anno:
“Avevamo numero di contagiati alto, ma un tasso di occupazione posti letto dieci volte maggiore ad oggi, impianti chiusi, e una situazione di stallo e sconforto totali e di tensione sociale molto alta. Oggi, per fortuna, nonostante i numeri crudi della pandemia siano alti, abbiamo armi più affilate per combatterla, e la ricaduta sociale ed economica è molto diversa. I numeri, ahimè, continuano a salire, ma avere una popolazione ampiamente vaccinata è un segnale importante e di responsabilità. Ora si deve fare ancora l’ultimo passo, chiedendo ai reticenti di fare la propria parte”.
“Obbligo vaccinale? Sicuramente sì” anche per il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, per Eugenio Giani presidente della Regione Toscana, per l’assessore alla Sanità del Lazio Alessio D’Amato, per il siciliano Nello Musumeci, per il campano Vincenzo De Luca, il calabrese Roberto Occhiuti e per il presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini.
Anna Ammanniti