Il 27 dicembre 2020 iniziava la campagna vaccinale all’ospedale Spallanzani di Roma. Dopo 12 mesi sono quasi 48 milioni gli italiani che hanno ricevuto almeno la prima dose, l’88,77% della popolazione over 12.
Il Vax Day del 27 dicembre fu inaugurata la campagna vaccinale con gli operatori sanitari. Si è poi passati agli over 80 e alle persone con fragilità, seguite a scaglioni dalle altre fasce d’età fino a ottenere una copertura di oltre l’80% della popolazione. Il vaccino disponibile in quel momento era solo quello di Pfizer, tra gennaio e febbraio si aprirono due nuovi canali di vaccinazione, agli over 80 con i farmaci di Pfizer e di Moderna e agli under 55 del personale scolastico, docente e non docente, forze armate e di polizia, personale carcerario e detenuti con il vaccino di AstraZeneca. Tra l’11 e il 12 marzo Ema e Aifa approvarono il quarto vaccino anti Covid-19, il monodose Johnson&Johnson. Una netta maggioranza di italiani si è schierata con la scienza, una minoranza di scettici ha iniziato invece a mettere in discussione l’opportunità di vaccinarsi a favore di rimedi alternativi non supportati da evidenze scientifiche fino ad arrivare ai “complotti” e alla negazione della pandemia. Dopo un anno sono oltre 108 milioni le dosi somministrate, nell’ultimo mese sono stati avvicinati i numeri di giugno e luglio, con una media di 500mila somministrazioni al giorno e un picco nella settimana prima di Natale, quasi 3,7 milioni di dosi dal 13 al 19 dicembre. La campagna pediatrica, partita dieci giorni fa, ha riguardato finora 168.041 bambini tra i 5 e gli 11 anni. Ma ci sono ancora oltre 5,6 milioni di over 12 senza alcuna copertura contro il Covid. A fine novembre uno studio dell’Istituto Superiore di Sanità evidenzia che con l’avvio della campagna vaccinale, tra gennaio e settembre 2021, sono state evitate almeno 22mila morti, 445mila casi, 79mila ricoveri e quasi 10mila ammissioni nelle terapie intensive. Anna Ammanniti
