(di Anna Ammanniti) L’Istituto Superiore di Sanità afferma che per chi ha ricevuto la dose di richiamo si conferma una protezione molto alta contro le forme gravi del Covid.

L’ISS ha pubblicato un nuovo aggiornamento del bollettino epidemiologico con i dati che confermano
l’efficacia dei vaccini contro il Covid e in particolare contro le forme gravi che possono portare alla morte. Osservare questi dati è importante per capire qual è il livello di protezione garantito nel tempo dai vaccini contro l’infezione, il ricovero, l’ingresso in terapia intensiva e il decesso. I dati dicono che in generale le persone che hanno ricevuto il richiamo sono più protette rispetto a chi ha ricevuto soltanto la seconda dose e molto di più rispetto a chi non è vaccinato. Dall’inizio della pandemia sono stati segnalati al sistema di sorveglianza 5.431.205 casi confermati di COVID-19 diagnosticati in Italia dai laboratori di riferimento regionali e 135.187 decessi.
MAGGIORE INCIDENZA DI CASI NELLA POPOLAZIONE NON VACCINATA
La letalità del Covid cresce con l’aumentare dell’età ed è più elevata in soggetti di sesso maschile a partire dalla fascia di età 30-39 anni. Negli ultimi 30 giorni in Italia si è osservata una maggiore incidenza di casi nella popolazione non vaccinata.
DOPO 150 GIORNI DAL COMPLETAMENTO DEL CICLO VACCINALE L’EFFICACIA DEL VACCINO SCENDE, MA RESTA ALTA NEL PREVENIRE LE FORME GRAVI
Dopo 150 giorni dal completamento del ciclo vaccinale, l’efficacia del vaccino nel prevenire la malattia, sia nella forma sintomatica che asintomatica, scende dal 71,5% a 30,1%. Rimane elevata l’efficacia vaccinale nel prevenire casi di malattia severa, in quanto l’efficacia del vaccino nei vaccinati con ciclo completo da meno di 150 giorni è pari al 92,7%, mentre cala all’82,2% nei vaccinati che hanno completato il ciclo vaccinale da oltre 150 giorni.
EFFICACIA ALTA CON BOOSTER
L’efficacia nel prevenire la diagnosi e i casi di malattia severa sale rispettivamente al 71,0% e al 94,0% nei soggetti vaccinati con dose aggiuntiva/booster.
VARIANTE OMICRON
La situazione epidemiologica attuale è caratterizzata da livelli di incidenza elevati e in rapida crescita, mentre il tasso di mortalità continua a crescere lentamente. Nelle prossime due settimane è previsto un aumento del tasso di notifica, stabili tassi di ospedalizzazione, diminuzione nei tassi di ricovero in terapia intensiva e tassi di mortalità stabili. Il quadro varia fortemente fra i diversi Paesi con coperture vaccinali più basse sono quelli più severamente colpiti, ma ci sono evidenze dell’aumento della preoccupazione anche nei Paesi con coperture vaccinali più elevate. La variante Omicron viene rilevata in numero crescente di paesi dell’UE/SEE, alcuni dei quali ora segnalano la trasmissione comunitaria. Il sequenziamento rimane mirato nella maggior parte dei paesi.
POPOLAZIONE 0-19 ANNI

Dall’inizio dell’epidemia alle ore 12 del 21 dicembre 2021, nella popolazione 0-19 anni sono stati riportati al sistema di sorveglianza integrata COVID-19, 954.657 casi confermati di cui 35 deceduti (Tabella 2). Nel periodo 6 – 19 dicembre 2021, in questa popolazione sono stati segnalati 59.605 nuovi casi, di cui 215 ospedalizzati e 4 ricoverati in terapia intensiva e 1 deceduto (i valori riportati non includono le persone ospedalizzate, ricoverate in terapia intensiva e decedute diagnosticate prima del 6 dicembre).
STATO VACCINALE E EFFICACIA DEL VACCINO Al fine di analizzare la distribuzione dei casi per stato vaccinale e l’efficacia del vaccino si definiscono come:
• casi non vaccinati: tutti i casi notificati con una diagnosi confermata di infezione da virus SARS-CoV-2 che: non hanno ricevuto alcuna dose di vaccino, oppure sono stati vaccinati con prima dose o con vaccino mono dose nei 14 giorni precedenti la diagnosi stessa, ovvero che abbiano contratto l’infezione prima del tempo necessario per sviluppare una risposta immunitaria almeno parziale al vaccino.
• casi con ciclo incompleto di vaccinazione: tutti i casi notificati con una diagnosi confermata di infezione da virus SARS-CoV-2.
▪ avvenuta almeno 14 giorni dopo la somministrazione della prima dose, in soggetti che hanno ricevuto un vaccino che prevede un ciclo vaccinale a due dosi (vaccini Pfizer-BioNtech, Moderna e Vaxzevria).
▪ avvenuta entro 14 giorni dalla somministrazione della seconda dose. Si ricorda che un ciclo di vaccinazione incompleto fornisce una protezione inferiore rispetto ad un ciclo di vaccinazione completo.
• casi con ciclo completo di vaccinazione: tutti i casi notificati con una diagnosi confermata di infezione da virus SARS-CoV2 dopo almeno 14 giorni dal completamento del ciclo vaccinale (14 giorni dalla somministrazione della seconda dose per i vaccini Pfizer-BioNtech, Moderna e Vaxzevria o 14 giorni dalla somministrazione dell’unica dose per il vaccino Janssen/Johnson&Johnson).
Per maggiore completezza i casi con ciclo completo di vaccinazione sono stati distinti in tre categorie differenti:
• casi con ciclo completo di vaccinazione effettuato da meno di 150 giorni: tutti i soggetti notificati con una diagnosi confermata di infezione da virus SARS-CoV2 documentata a partire dal quattordicesimo giorno dopo il completamento del ciclo vaccinale e per i successivi 150 giorni.
• casi con ciclo completo di vaccinazione da oltre 150 giorni: tutti i soggetti notificati con una diagnosi confermata di infezione da virus SARS-CoV2 effettuata più di 150 giorni dopo il quattordicesimo giorno successivo al completamento del ciclo vaccinale che non hanno ricevuto la dose aggiuntiva/booster nei 14 giorni precedenti.
• casi con ciclo completo di vaccinazione più dose aggiuntiva/booster: tutti i soggetti notificati con una diagnosi confermata di infezione da virus SARS-CoV2 documentata almeno 14 giorni dopo la somministrazione della dose aggiuntiva o booster. (fonte Istituto Superiore di Sanità)
Anna Ammanniti