Sora / Isola del Liri / Arpino – Natale e Capodanno «È un disastro». Prenotazioni al collasso

Sara Pacitto
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Considerato il crescente andamento dei contagi al Covid, il governo si appresta a valutare e stabilire nuove misure per il contenimento epidemiologico. Nella giornata di oggi a Palazzo Chigi si terrà l’attesissima riunione della cabina di regia, presieduta dal Presidente Mario Draghi.

Disposizioni che intendono contrastare il diffondersi della variante Omicron: sotto l’attenzione del Consiglio dei Ministri ci sono le festività, in particolar modo quelle legate al Capodanno, sinonimo di grandi tavolate, ritrovo di parenti ed amici, appuntamenti conviviali, balli in compagnia. Mentre il governo “studia” un veglione con obbligo di tamponi anche per i vaccinati, certificato verde per accedere ai centri commerciali, limite numerico per feste e grandi eventi, il consiglio regionale del Lazio, dopo l’obbligo delle mascherine all’aperto, vaglia l’eventualità, sempre più probabile, di entrare in zona gialla proprio per la fine dell’anno. In questo clima di incertezza che sicuramente destabilizza gli italiani, i consumatori fanno un passo indietro. Sono i ristoranti e gli esercizi ricettivi a risentirne in particolar modo. Tg24.info ha effettuato un’inchiesta in tal senso, rivolgendosi alle attività del nostro comprensorio: la curva dei contagi ancora in salita, la sensazione di costante allerta, le incognite delle misure che verranno adottate, hanno un peso evidente sulle scelte dei clienti. Tra Sora, Isola del Liri ed Arpino, sia i ristoratori che gli albergatori registrano un calo netto delle prenotazioni in occasione del cenone della Vigilia, del pranzo di Natale e per la giornata di Santo Stefano. Dei festeggiamenti di San Silvestro e di Capodanno nemmeno se ne parla, come fossero un miraggio. «È un disastro, peggio dell’anno scorso». Niente prenotazioni quindi, numerose le disdette di quanti avevano fissato anzitempo ed ora ci stanno ripensando. Nemmeno l’asporto dà soddisfazione: solo il banco gastronomia della grande distribuzione commerciale registra un’impennata delle richieste “a portar via”. Il disorientamento regna sovrano: già in occasione del santo weekend sono molti i locali che hanno scelto di non aprire piuttosto che rimanere con le celle frigorifere piene. Medesima cosa per Capodanno. Lo confermano anche i rappresentanti commerciali delle aziende che trattano food e prodotti per la ristorazione: le ordinazioni sono al collasso, i gestori hanno paura a rifornirsi, temono di investire in un flop. Sicuramente un’altra mazzata per la nostra economia, un altro duro colpo per gli imprenditori del settore, che continuano a stringere i denti. Sara Pacitto
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