Federico Gatti, difensore del Frosinone, è sicuramente una delle rivelazioni della B. La società giallazzurra sembra lo abbia valutato 10 milioni di euro.
Il difensore classe ’98 ha ricevuto l’apprezzamento di Juventus, Napoli, Bologna, Sassuolo e altri club di A. Queste le sue dichiarazioni a riguardo, rilasciate alla Gazzetta dello Sport: “Lavorare in cantiere era dura. Ho lavorato anche ai mercati generali, poi ho fatto il muratore, il serramentista, o riparavo tetti. Mi alzavo all’alba, anche con il gelo: era durissima. Ma è stato molto formativo. Giocavo per arrotondare, poi quando mio padre è rimasto disoccupato è arrivata la spinta in più: aveva fatto tanti sacrifici per me e dovevo ricambiare. La famiglia è tutto. Sono figlio unico, io spero di farne tanti. Ho una fidanzata di Verbania che c’era già quando non avevo nulla, se arriverò in alto lo condividerò con chi c’era già prima. Dopo Promozione, Eccellenza, Serie D, Serie C e Serie B, il prossimo passo è scontato? Manca la A, ma se ci penso rischio di abbassare la guardia e perdere concentrazione: non me lo posso permettere. Non mi interessa parlarne, davvero. Prima centrocampista e poi difensore? A Pavarolo, in Eccellenza, sono finiti i soldi e così sono andati via tutti i giocatori: io no, perché volevo solo giocare. Così la società ha promosso la Juniores e, visto che ero il più alto di tutti, l’allenatore mi ha messo in difesa e mi ha cambiato la vita. “Sarò l’ultimo a mollare” è il mio stato di WhatsApp. Il mio motto di vita, in campo e fuori: sono così. E mi impegno con Edu, una onlus che raccoglie fondi per lo sviluppo didattico di chi ha bisogno. Paragoni con Chiellini? Azzardati…Come faccio a essere paragonato a gente così? Dopotutto ho solo fatto 16 partite in B…Però Chiellini è il calciatore a cui mi ispiro, per la sua mentalità: anche lui non molla mai. Se i due gol di sabato sono dovuti alle voci di mercato? A questo punto meglio sentirne più spesso! Scherzi a parte, ripeto: alla A non ci penso, non me lo posso permettere. Se valgo 10 milioni? Sono tanti soldi…Se dicono così, vuol dire che credono tanto in me e mi fa piacere. Grosso? Magari facessi la metà di quello che ha fatto lui! Mi parla spesso, mi ha raccontato la sua esperienza, mi aiuta molto. Gara contro il Pisa? Per me ogni partita è come se fosse una finale, trovo sempre attaccanti fortissimi e penso soltanto a non farli segnare e a vincere la partita. Quanti Federico Gatti ci sono nelle categorie inferiori? Tanti. Ma quello che ti fa emergere è la testa, non bisogna accontentarsi mai. Non basta giocare bene se vuoi crescere“. E.P.
