(di Anna Ammanniti) La percentuale di ricoveri pediatrici per Covid raddoppia e sale del 96%. I bambini colpiti sono tutti non vaccinati e la metà di loro ha anche i genitori senza vaccino. Questo quanto è emerso dal report degli ospedali sentinella di Fiaso, che evidenzia una pandemia a due velocità.

Il tasso di crescita dei ricoveri Covid rimane più o meno stabile al 7%. Il numero dei pazienti ospedalizzati per Covid cresce a ritmo costante ma è a tutti gli effetti una pandemia a due velocità:
accelera per quanto riguarda il numero dei no vax, frena in relazione ai pazienti vaccinati. L’incremento dei non vaccinati nei reparti ordinari è del 16,7% mentre diminuiscono del 2% i vaccinati ricoverati.
Il nuovo report della Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere rivela che a finire in ospedale per aver contratto il Covid sono sempre più soggetti non vaccinati. Tra loro raddoppiano anche i bambini: la percentuale di ricoveri pediatrici sale del 96% e tra i piccoli pazienti la metà ha genitori non vaccinati.
Netta la differenza di età fra vaccinati e non: i primi hanno in media 73 anni, i secondi 63 anni ovvero 10 anni in meno. Maggiori anche le comorbidità fra i vaccinati (73%), fra i non vaccinati, invece, il 50% dei ricoverati non soffriva di altre patologie. Nei reparti ordinari i pazienti non vaccinati ammontano al 53% ma nell’ultima settimana si è assistito all’aumento del 16,7% dei no vax contro una riduzione del 2% di vaccinati. Netta prevalenza di soggetti di sesso maschile fra i ricoverati, che è accentuata rispetto alla settimana scorsa ed è ancora più netta nelle terapie intensive.
Terapie intensive
In una settimana la crescita nei reparti intensivi è stata del 5%. Nelle terapie intensive continuano ad essere estremamente diverse le proporzioni fra vaccinati e non: i no vax sono circa il 70% del totale dei pazienti in Rianimazione e sono più nettamente giovani. Anche iI range di età nei due gruppi è diverso: il più giovane No Vax finito in terapia intensiva ha 21 anni, il più anziano 89, mentre fra i vaccinati il più piccolo ha 37 anni. Tra i vaccinati l’88% ha completato il ciclo vaccinale con 2 dosi da oltre 4 mesi e non ha eseguito la dose booster raccomandata.
Pazienti pediatrici
Il dato più significativo della settimana 14-21 dicembre è il boom di ricoveri tra i minori. Nei 4 ospedali pediatrici e nei reparti di pediatria dei 21 ospedali sentinella il numero dei bambini ricoverati è praticamente raddoppiato, passando da 23 a 45, con
un incremento pari al 96%. Tra i piccoli degenti il 69% ha tra 0 e 4 anni mentre la restante parte del 31% ha tra 5 e 18 anni. Nessuno dei minori sopra i 5 anni era stato vaccinato con ciclo completo. Da sottolineare, tuttavia, che
la metà dei bambini finiti in ospedale, precisamente il 49%, ha un genitore non vaccinato e ben il 38% ha entrambi i genitori No Vax.

Il presidente Fiaso
Giovanni Migliore commenta così i dati:
“Siamo di fronte a due epidemie: una che corre e riguarda i No Vax che finiscono in rianimazione e sviluppano forme gravi della malattia da Covid; una più lenta che coinvolge i vaccinati, per lo più persone di età avanzata e con gravi patologie pregresse e che non hanno ancora fatto la terza dose. Questo evidenzia ancora di più l’importanza della vaccinazione nella protezione dalla malattia e in particolare l’anticipazione della terza dose per i fragili. Il report degli ospedali sentinella evidenzia come anche i minori possano essere colpiti dal virus e finire in ospedale: per chi ha più di 5 anni è necessario vaccinarsi, per i bambini fino a 4 anni, invece, l’unica protezione che possiamo offrire è quella di chi li circonda e in particolare dei genitori. Vaccinarsi significa proteggere sé stessi e proteggere gli altri”.
Il direttore generale
Renato Botti afferma:
“Presso l’Istituto Giannina Gaslini nella settimana 14-21 dicembre si è registrato in assoluto il maggior numero di nuovi ricoveri da inizio pandemia. Anche i nostri dati confermano quanto emerge dagli ospedali sentinella riguardo alla prevalenza dei casi di ricovero nella fascia di età 0-4 anni, e all’elevata percentuale di genitori non vaccinati. Analizzando più nel dettaglio i dati per fascia di età nel territorio ligure e confrontandoli con l’incidenza di tutte le nuove positività riscontrate emerge come l’incidenza di nuovi casi nella fascia di età 0-4 anni abbia nelle ultime settimane ormai superato quella della popolazione generale nel suo complesso, a differenza di quanto in precedenza riscontrato nelle prime tre ondate, che vedevano i bambini piccoli e piccolissimi “risparmiati” in buona misura dal contagio. Nella popolazione 5-18 anni l’incidenza di nuove positività è più che doppia rispetto alla popolazione generale”.
Anna Ammanniti