Pienone sabato 11 dicembre presso la biblioteca comunale di Alatri era colma di persone, famiglie, volontari, cittadini attivi richiamati dall’Associazione Insieme Alatri ODV per il tesseramento soci 2022 ma anche per discutere di un futuro sostenibile per le persone con disabilità.
Le due motivazioni sono strettamente legate, è importante sostenere l’Associazione Insieme attraverso l’adesione, anche con la tessera, alle sue attività, ai suoi progetti e farlo ora, che, con il supporto dei genitori, può aiutare a raggiungere un’autonomia possibile per ogni ragazzo con disabilità, e dopo, essere di supporto quando i genitori non ci saranno più. “Dopo di noi” era infatti l’espressione presa a titolo dal convegno e “La casa che vorrei…” ne era il sottotitolo. I lavori sono stati aperti dal vicepresidente dell’Associazione Insieme Gianni Ricciotti che ha ripercorso insieme ai ragazzi dell’associazione le attività svolte nell’anno appena trascorso. In platea c’erano il sindaco Maurizio Cianfrocca e l’assessore ai Servizi Sociali Umberto Santoro assieme a tante associazioni del settore come Anfass (Associazione nazionale famiglie di persone con disabilità intellettiva e/o relazionale) con il presidente Fulvio Lauri, la cooperativa sociale Diaconia, con il direttore generale Loreto D’Emilio, l’associazione Agendi di Sora con il suo responsabile Giulio De Gasperis e poi una famiglia in rappresentanza dell’associazione Giuseppe Coppotelli di Ferentino, l’associazione RES Ciociaria e il suo presidente Arduino Fratarcangeli, Musicapolis con Mauro Sorrentino, don Gigino Battisti fino allo scorso anno presidente e fondatore della Caritas diocesana di Anagni-Alatri. Ha preso per primo la parola Andrea Manchi, dirigente del Distretto Socio-assistenziale B di Frosinone che ha sintetizzato la Legge 112 del 2016 che disciplina il Dopo di Noi. E’, quindi, intervenuto don Franco Monterubbianesi, 90 anni, fondatore della Comunità di Capodarco, propulsore e animatore della comunità partire dal basso e dagli uomini di buona volontà. Don Franco ha richiamato subito l’attenzione dei presenti sull’urgenza di un’ azione congiunta a favore degli ultimi, dei disabili e dei giovani. “È necessario formare oggi, subito, nei giovani, una coscienza di solidarietà perché loro saranno i custodi del domani”. Don Franco ha ripercorso la storia della comunità di Capodarco che da Fermo nel 1966 si è allargata tanto da diventare un modello internazionale di accoglienza delle persone fragili. Ha sottolineato, in particolare modo, la necessità della presenza attiva delle donne nell’azione sociale, “che siano le donne prima degli altri a portare una rivoluzione d’amore nella società”. Dopo di lui, a presentare il lavoro che si sta facendo già sul territorio, a Fiuggi, ad Alatri e a Frosinone, è intervenuto Marcello Carbonaro, responsabile della Divisione sociale Osa. Carbonaro si è soffermato in particolar modo sulla descrizione di una casa per il Dopo di Noi, di Frosinone, che ospita già 5 ragazzi con diverse disabilità. Il responsabile dell’area socio-assistenziale di Diaconia, Andrea Orefice, ha proiettato un documentario raccontando una prima esperienza di convivenza e autonomia tra ragazzi disabili. I presenti non sono stati solo ad ascoltare, ma sono intervenuti per presentare difficoltà o per proporre soluzioni di lavoro. Anche la presenza di alcuni insegnanti ha posto all’attenzione la cooperazione tra famiglia e scuola su un positivo processo educativo. Al termine del convegno don Franco Monterubbianesi è stato ospite a pranzo di alcuni insegnanti dell’Istituto Pertini che si riunivano per gli auguri di Natale e ad loro ha consegnato le sue meditazioni sul Natale, lettere che pongono al centro di una rinascita del Bene Comune, la figura della donna. Andrea Tagliaferri *Si ringrazia la d.ssa Claudia Fantini
