Accusato di danneggiamento ed incendio doloso si trovava in detenzione domiciliare presso una clinica del Frusinate. Ma proprio all’interno della struttura l’uomo, un 50enne residente in un paesino della provincia ciociara avrebbe messo in atto comportamenti che lo hanno fatto finire alla sbarra.
Secondo le accuse mosse dalla procura il 50enne avrebbe consumato atti sessuali ai danni di tre pazienti. Una colpita da un ictus cerebrale che l’aveva paralizzata, un’altra da sclerosi multipla ed un’altra ancora dalla sindrome di Down. E proprio quest’ultima aveva segnalato il fatto al curatore speciale che ha fatto poi scattare la denuncia. Ieri mattina in udienza preliminare due vittime si sono costituite parte civile tramite l’avvocato Giovanna Liburdi. Si è costituita parte civile anche l’associazione che si occupa di contrastare la violenza sulle donne “insieme a Marianna”. La onlus sarà rappresentata dal legale Antonella Liberati. L’avvocato Giulia Giacinti che rappresenta l’imputato ha chiesto una consulenza per accertare la capacità del suo assistito di intendere e di volere ma il giudice ha respinto tale richiesta sostenendo che l’uomo avrebbe approfittato della riduzione della capacità fisica e psichica per mettere in atto le violenze sessuali. Mar. Ming.
