«Terza dose di vaccino fatta! Non so cosa c’era in quella fiala come non sapevo cosa ci fosse in quelle sacche di chemioterapia che ho dovuto fare per tentare di salvarmi! L’ho fatto e basta!».
Una considerazione incontrastabile quella espressa dalla nostra amica Federica Rigoni, una giovane mamma di Arpino che circa tre anni addietro ha dovuto sottoporsi alla cura chemioterapica per vincere il tumore al seno che l’aveva attaccata. Un percorso avvilente, sia fisicamente che psicologicamente ed emotivamente, un percorso drammatico in quanto strettamente correlato ad una malattia grave, un percorso che, purtroppo, ad oggi è una scelta obbligata per poter combattere questo male terribile. La chemioterapia, assieme alla chirurgia ed alla radioterapia, sono i trattamenti cardini della cura antitumorale. Un po’ come il vaccino antiCovid, ad oggi unica arma per arrestare la diffusione dell’epidemia che continua a mietere vittime in tutto il mondo. Considerando questo essenziale presupposto trovano ragione le nuove disposizioni varate dal Consiglio dei Ministri nel pomeriggio di ieri, immediatamente comunicate dal Presidente Mario Draghi. Il Governo ha deciso misure che sicuramente discrimineranno chi ha scelto di non vaccinarsi, precludendo loro diverse attività: una linea che intende salvaguardare quei 45 milioni di Italiani i quali, invece, hanno voluto vaccinarsi. In definitiva anche questa è democrazia, che la maggioranza venga fatta pesare sulla minoranza ed, in tale contesto, il principio è la guerra contro il Covid, una guerra che si propone di salvare vite umane. «Terza dose di vaccino fatta! Non so cosa c’era in quella fiala come non sapevo cosa ci fosse in quelle sacche di chemioterapia che ho dovuto fare per tentare di salvarmi! L’ho fatto e basta!» un abbraccio grande a Federica, grazie per la tua significativa testimonianza. Sara Pacitto
