(di Anna Ammanniti) Riguardo la somministrazione del vaccino anti Covid ai bambini tra i 5 e gli 11 anni il presidente dell’Agenzia italiana del Farmaco e membro del Comitato tecnico scientifico, Giorgio Palù ha affermato: “l’Ema potrebbe anticipare una decisione tra oggi e domani. I dati dell’epidemia ci stanno dicendo che la categoria 5-11 anni è quella che presenta il maggior numero di casi incidenti. Il quadro sta cambiando e anche i bambini sono ricoverati e non hanno patologie concomitanti, il rischio dell’infezione sta diventano molto superiore al rischio del vaccino che negli studi non esiste.”

L’Ema dovrebbe esprimere la sua valutazione sul vaccino Pfizer ai 5-11enni in questi giorni, tra oggi e domani.
Marco Cavaleri, responsabile Vaccini e Prodotti terapeutici Covid-19 dell’Agenzia europea del farmaco, ha spiegato
“I contagi da Covid sono in rialzo in quasi tutti Paesi dell’Unione europea e la maggioranza dei malati sono i non vaccinati. Per questo raccomandiamo di vaccinarsi e per quanti sono candidabili, di prendere la terza dose. E’ importante continuare con la campagna vaccinale anti-Covid specialmente in quegli Stati che hanno una media di vaccinazioni inaccettabile. Siamo in mezzo alla quarta ondata del Covid e ci sono vari Stati membri con una grossa porzione di persone anche al di sopra i 50 anni che non sono vaccinati. Occorre chiudere questo gap”.
Il presidente dell’Aifa,
Giorgio Palù: “
Non escludiamo l’obbligo vaccinale anche per i più piccoli. La variante Delta colpisce anche loro. Per i bambini il quadro sta cambiando e il rischio dell’infezione sta diventando molto superiore al rischio del vaccino. Se in passato, con la variante Alfa, il 2% dei bambini contraeva l’infezione, oggi stiamo arrivando al 25-30 per cento. I dati dell’epidemia ci stanno dicendo che la categoria da 4 a 11 anni è quella che presenta il maggior numero di casi. Ci sono bambini ricoverati che non hanno patologie concomitanti, ci sono dei bambini che sviluppano una sindrome infiammatoria multisistemica, cioè diffusa in vari organi”.
Le fiale pediatriche sono diverse rispetto a quelle per gli adulti e sono ancora in produzione. Si distinguono per il tappo e l’etichetta arancione. La distribuzione dovrebbe avvenire contemporaneamente in tutti i paesi europei e le previsioni al momento parlano dei giorni immediatamente precedenti il Natale.
Andrea Ammon, direttrice dell’Ecdc, nella presentazione del nuovo rapporto sull’andamento del Covid in Europa ha dichiarato: “I recenti scenari elaborati dall’Ecdc (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie) indicano che il potenziale onere patologico nell’Ue dalla variante Delta sarà molto elevato a dicembre e gennaio, a meno che non vengano applicate ora misure di sanità pubblica in combinazione con sforzi continui per aumentare la somministrazione del vaccino nella popolazione generale”.
Il sottosegretario alla Salute,
Pierpaolo Sileri: “Per i primi di dicembre sarà disponibile il vaccino per i bambini fra i 5 e gli 11 anni di età”, Bisogna vaccinare i bambini perché se si ammalano c’è un rischio che abbiano complicanze anche gravi. E bisogna parlare del Long Covid, perché forse il 40enne non va in terapia intensiva ma così come nei bambini dopo ci possono essere dei disturbi che durano a lungo, perché il virus attacca più organi”
Anna Ammanniti