Hanno rischiato cinque cittadini ciociari che i loro buoni fruttiferi depositati negli anni che vanno dal 2000 al 2006 si trasformassero in carta straccia.
La motivazione? Secondo l’Ente Poste i beneficiari non li avevano riscossi nei tempi stabiliti. Per essere più precisi va detto che ogni buono fruttifero una volta terminato il periodo di vincolo può essere poi riscosso entro dieci anni. E fin qui tutto bene. L’ente Poste però riscontrando che non erano stati riscossi entro la data prestabilita ha deciso di prescriverli. Ma a questo punto i consumatori interessati (stiamo parlando di una somma di oltre 25 mila euro) si sono rivolti all’associazione “AECI” (Associazione Europea Consumatori Dipendenti) che ha sede ad Alatri e tramite il presidente provinciale il dott. Matteo Loffredi hanno presentato una istanza all’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) per poter ottenere il loro denaro con gli interessi maturati. L’associazione che si occupa dei problemi più svariati dei consumatori ha rilevato che i cittadini in questione non erano stati informati né con una certificazione, né con altro documento , che i loro buoni fruttiferi potevano essere riscossi entro dieci anni dalla loro scadenza. Se avevano lasciato in deposito il loro denaro tutto quel tempo è perché non sapevano assolutamente che trascorsi dieci anni avrebbero dovuto riscuotere le somme depositate con gli interessi. L’arbitro Bancario Finanziario attraverso questo ricorso stragiudiziale ha dato ragione ai consumatori ed ha condannato l’Ente Poste a risarcire del danno subìto tutti e cinque i cittadini che aveva presentato l’istanza. La mancata consegna ai sottoscrittori al momento dell’acquisto dei buoni del foglio informativo ha fatto si che questi venissero risarciti. Così come sono stati risarciti altri due cittadini di Alatri che avevano depositato due buoni fruttiferi rispettivamente di venti e ventritrè mila euro. Ma in questo caso era stato omesso un timbro che attestava che gli interessi sarebbero stati minori a quanto sottoscritto sul buono. Anche in questo caso l’Arbitro Bancario Finanziario ha riconosciuto l’inadempienza dell’Ente Poste che è stata condannata al risarcimento del danno. Marina Mingarelli
