Sembra che l’Europa sia di nuovo al centro della pandemia da Covid. L’Organizzazione Mondiale della Sanità lancia un allarme: la disuguaglianza della copertura vaccinale nei diversi paesi e l’allenamento delle misure di prevenzione avrebbero riportato l’Europa ad un “punto critico”.
In questo clima di rinnovata preoccupazione il nostro Presidente del Consiglio Superiore di Sanità nonché coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico, dr. Franco Locatelli, annuncia l’estensione della campagna di immunizzazione anche ai bambini tra i 5 e gli 11 anni, la cui vaccinazione dovrebbe iniziare entro il prossimo Natale. È un’ipotesi che viene dopo il via libera degli Stati Uniti «Pfizer è un vaccino sicuro, approvato in America da FDA e CDC» dichiara Locatelli. E qui la domanda è legittima “somministreremo il vaccino antiCovid ai nostri figli perché così fanno in America?” A fine settembre era il direttore dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” di Roma a frenare gli entusiasmi: nelle sue dichiarazioni Francesco Vaia affermava che «È troppo presto, mancano i dati scientifici, il buonsenso ci impone di aspettare». (leggi qui https://www.tg24.info/focus-vaccino-ai-bambini-5-11-anni-e-troppo-presto-ci-vuole-cautela/ ). Di certo la previsione di Locatelli ha generato non poca inquietudine ed altrettanto disappunto, soprattutto tra le famiglie. Sara Pacitto
