Ceprano – Nuovo impianto di rifiuti, la “Comunità Onlus in Dialogo” ci riprova

Carlo Capone
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Nuovo impianto di stoccaggio di rifiuti pericolosi: dopo il parere negativo del Tar è stato il Consiglio di Stato ad esprimersi contro la Regione Lazio in merito al ricorso presentato dalla “Comunità Onlus In Dialogo” di Trivigliano. Di fronte alla riapertura dell’iter amministrativo per la possibile costruzione di un sito di stoccaggio rifiuti, arriva la dura presa di posizione da parte dell’Amministrazione.

A parlare è stato il Sindaco Galli: <Con determina del 11.06.2019 la Regione Lazio dichiarava improcedibili le istanze, per la realizzazione di un “costoso” impianto di stoccaggio rifiuti a Ceprano, della “Comunità Onlus in Dialogo” di Trivigliano. Il proponente fece ricorso al TAR, che respinse l’istanza perché rilevava l’impossibilità per le “cooperative sociali” di svolgere tali attività. Ciò nonostante la comunità, – che non si comprende quale know how abbia nel campo del trattamento dei rifiuti -, propose appello al Consiglio di Stato contro la decisione della Regione Lazio. In data 07.05.2021 il Consiglio di Stato ha accolto l’appello, annullando la determina regionale e da questa data in poi la comunità Onlus in Dialogo ha diffidato la Regione per far riaprire il procedimento amministrativo. Dal 2019 il Comune, ente territorialmente competente, non ha avuto più alcuna informazione fino al 19 ottobre u.s., quando è stato convocato per un tavolo tecnico per il giorno successivo, senza preavviso e senza essere informato dell’esito del ricorso e degli atti collegati. Pertanto, il Comune ha chiesto lo spostamento del tavolo tecnico, per poter conoscere compiutamente i fatti avvenuti nel frattempo. Il tavolo tecnico invece si è svolto nella data prefissata, alla sola presenza della Regione e del proponente (comunità Onlus in Dialogo), nonostante fossero stati convocati anche altri soggetti. Il breve preavviso, probabilmente, non ha consentito ad alcun ente di partecipare>. Conclude Galli: <Pertanto preso atto di quanto accaduto, il Comune riprenderà, con ogni mezzo e in tutte le forme previste dalla legge, a fare opposizione alla realizzazione di qualunque impianto di trattamento di rifiuti pericolosi, poiché la zona interessata ricade all’interno del SIN e perché la comunità cepranese, già segnata duramente dagli effetti devastanti dell’inquinamento provocato dalle acque del fiume Sacco e da interramenti criminali, non ha intenzione di tollerare avventure imprenditoriali sui rifiuti, delle quali, tra l’altro, non si comprendono chiaramente i contorni. Chi sono i finanziatori?>. CAP
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