Il ministro per lo Sviluppo Economico, il leghista Giancarlo Giorgetti, s’è recato nella sede di Moderna (USA) incassando l’impegno a produrre il vaccino in Italia.
Il comitato per i farmaci umani dell’EMA (CHMP) starebbe per effettuare una valutazione accelerata dei dati presentati dalla società che commercializza Spikevax (Moderna), compresi i risultati di uno studio clinico in corso. Addirittura, lo sbarco in Italia di Moderna vedrà nascere non una partnership ma un vero e proprio polo multifunzionale. L’azienda di Cambridge, Massachusetts, avrebbe in animo la creazione di un laboratorio per la ricerca avanzata e, appunto, reparti di produzione di vaccino. Le aziende anagnine già impegnate nel settore hanno dimostrato capacità e disponibilità. Soprattutto la Catalent, che conta sulla collaborazione degli enti locali che usano evidente elasticità nei riguardi di chi investe e promette occupazione. Occupazione che, è bene ricordarlo, non sempre vede i cittadini del territorio equamente considerati. La stessa Catalent registra una modesta presenza, tra le maestranze, di dipendenti dal Cap 03012. Probabilmente, la politica non riesce a bilanciare disponibilità autorizzative con le sacrosante richieste del territorio. Jackal
