FOCUS – A gennaio la pillola antiCovid: primo antivirale da assumere per bocca, stando a casa

Sara Pacitto
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Una pillola da assumere per bocca all’insorgenza dei sintomi dell’infezione, due volte al giorno per 5 giorni consecutivi: l’antivirale Molnupiravir, prodotto dalla società farmaceutica americana Merck & Co, potrebbe essere l’arma definitiva per ridurre il Covid a poco più di un’influenza.

Ad inizio mese Merck ha richiesto alla Food and Drug Administration l’autorizzazione di emergenza alla commercializzazione del farmaco: l’Agenzia statunitense dovrebbe esprimersi entro il 31 novembre. Nel frattempo l’azienda ha iniziato la produzione, puntando ad arrivare a 10milioni di pezzi entro l’anno. Qualche giorno addietro il dossier con la medesima richiesta è stato presentato all’EMA, l’Agenzia Europea del Farmaco: l’esito della “rolling review” dovrebbe coincidere con quello di FdA, a fine novembre. Ciò significa che a gennaio del nuovo anno potremmo avere una prima terapia, efficace per il trattamento della malattia causata dal coronavirus Sars-CoV-2. Nella fase della sperimentazione clinica la pillola Molnupiravir ha dimostrato, rispetto al placebo, di dimezzare l’ospedalizzazione ed il decesso nei pazienti che avevano contratto forme lievi o moderate del Covid, evitando la progressione della malattia verso forme gravi ed il ricovero nei reparti di terapia intensiva. I successivi test di laboratorio ne hanno confermato l’efficacia anche contro le varianti più aggressive. Quando i vaccini sono già stati somministrati ad ampio raggio e la funzionalità degli anticorpi monoclonali è una certezza, il Molnupiravir potrebbe rappresentare una svolta concreta come farmaco antivirale per le cure domiciliari. La casa produttrice ha già concesso la licenza a 5 diverse aziende indiane: più che in Occidente, per adesso l’obiettivo è quello di mettere in sicurezza i paesi poveri, dove la percentuale dei vaccinati è ancora molto molto bassa. Sara Pacitto
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