FOCUS – Squid Game, un fenomeno “pericoloso” che va di moda tra i bambini

Anna Ammanniti
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Squid Game è una serie televisiva sudcoreana in cui si narra la storia di un gruppo di persone che rischia la vita in un mortale gioco di sopravvivenza, con in palio una grossa somma di denaro pari a circa 33 milioni di euro.

Un uomo divorziato e sommerso dai debiti viene invitato a giocare ad una serie di giochi tradizionali per bambini per vincere una grossa somma di denaro. L’uomo accetta l’offerta e si ritrova in un luogo sconosciuto insieme ad altre 455 persone con debiti simili ai suoi. I giocatori sono tenuti costantemente sotto controllo da alcune guardie vestite di rosso. I giocatori scoprono sin da subito che chi perde viene ucciso. “Squid Game” è la serie che è diventata un caso, in soli 29 giorni di programmazione ha raggiunto 111 milioni di spettatori, un grande successo accompagnato da tante polemiche. Giusto o no che i bambini abbiano accesso alla visione di Squid Game? La serie è vietata ai minori di 14 anni e sicuramente tanti bambini ne avranno accesso attraverso i loro telefonini e tablet. Nel mondo social arrivano notizie di bambini che giocano a “Un due tre stella” e si fanno male, altri che mimano il gesto della pistola contro i compagni eliminati dai giochi e quant’altro, nel web è attiva perfino una petizione per far sospendere la serie. La Polizia di Stato fornisce dei consigli utili per i genitori:
  • Ricordate che la serie Squid Game è stata classificata come VM 14 ovvero vietata ad un pubblico di età inferiore a quella indicata. Questa limitazione indica che i suoi contenuti possono turbare i minori con intensità variabile a breve e lungo termine;
  • Valutate se possa essere utile guardare la serie prima di esprimere assenso o dissenso alla visione dei vostri figli che hanno più di 14 anni: sarete più precisi e consapevoli di quali siano gli elementi critici su cui poggia la vostra decisione e potrete argomentarli in modo convincente ai vostri figli;
  • Parlate in famiglia della serie, chiedete ai bambini/ragazzi cosa ne pensano in modo che, anche se non hanno il permesso di vederla, siano in grado di partecipare ad eventuali commenti e discussioni con i coetanei;
  • Ricordate ai bambini/ragazzi che quanto rappresentato nelle serie è frutto di finzione e che la violenza non è mai un gioco a cui partecipare;
  • Tenete sempre vivo il dialogo familiare sui temi dell’uso delle nuove tecnologie con i ragazzi: ponete loro domande e ascoltate come la pensano. I nativi digitali hanno una visione differente da quella degli adulti e può essere utile conoscere il loro punto di vista sui rischi e sui fenomeni emergenti;
  • Se avete contezza che stanno circolando tra i bambini/ragazzi giochi violenti che imitano quelle ritratte nella serie, non esitate a segnalare la cosa a www.commissariatodips.it
Anna Ammanniti
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