Frosinone – Neonato morto in ospedale, ginecologo ed ostetrica prosciolti dalle accuse

Alessandro Andrelli
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Accusati di omicidio colposo per la morte di un neonato, il giudice li proscioglie. Si tratta di F.L. e C.G. rispettivamente ginecologo ed ostetrica che operano all’interno dell’ospedale di Frosinone . Il decesso del neonato era avvenuto per asfissia. La vicenda risale al 25 agosto del 2019 quando il piccino venuto alla luce già morto.

La procura che aveva avviato l’inchiesta ha sostenuto che i due indagati non si erano accorti in tempo dello stato di ipossia del piccino nel periodo espulsivo legato probabilmente ad una compressione del cordone ombelicale . Viceversa se avessero eseguito un un costante monitoraggio del battito del nascituro in quel periodo si sarebbero accorti di quella sofferenza . Ma nei giorni scorsi davanti al gup gli avvocati difensori Tony Ceccarelli e Clemente Delli Colli del foro di Potenza, hanno sostenuto che quell’evento non era prevedibile e spesso non evitabile in quanto la compressione del cordone ombelicale può essere totale o parziale a seconda di come si manifesta e può determinare il decesso del feto in un arco di tempo che può variare dai dieci ai venti minuti. Per quanto riguarda l’uso del cardiotografo questi pur essendo molto utile non può rappresentare uno strumento di diagnosi certa. Tornando alla posizione dell’ostetrica questa aveva avuto un ruolo marginale in quanto aveva fatto soltanto da supporto al ginecologo , dunque totalmente dipendente dalle decisioni del medico. Ma c’è stato un elemento determinante che ha portato immediatamente a portare il gup a proscioglierla dalle accuse. Nel momento in cui il bambino stava nascendo l’osterica si trovava fuori dalla sala parto perché chiamata a soccorrere un’atra paziente in procinto di partorire. Alla luce degli elementi portati in aula dai difensori il giudice si è pronunciato per il non luogo a procedere. Mar. Ming.
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