Sora – Comunali, confronto tv fra candidati sindaco: il giovane rampollo chiude il collegamento e se ne va

Irene Mizzoni
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“Ogni parola ha conseguenze, ogni silenzio anche”, diceva Jean Paul Sartre.

Un colpo di testa che potrebbe costargli carissimo. E lo diciamo con assoluta benevolenza. Perchè se volessimo davvero essere duri con il suo atteggiamento dovremmo dire che ha mostrato di non avere la stoffa sufficiente a governare perchè è un errore madornale prendere “d’emblée” ed andare via senza dire nulla, senza replicare e magari combattere per un’idea. Senza scusarsi con i sorani che avrebbero voluto vedere, così come si fa democraticamente, i candidati che concorrono alla carica di nuovo sindaco, confrontarsi sui programmi e sui progetti per la città. E invece Luca Di Stefano è andato via senza un apparente motivo. Badate bene: nessun intoppo nel collegamento, nessun problema tecnico come evidenziato dal moderatore della tv locale che stava trasmettendo la diretta del confronto andato in onda stamattina. Era l’unico confronto pubblico fra i candidati a sindaco per la città di Sora. Vero è che se uno decide di candidarsi a sindaco ha delle idee, dei progetti e non si tira mai indietro al confronto perchè ha degli argomenti. Se uno scappa da un confronto – non diciamo che snobba o teme un avversario – fa capire che non sa proprio cosa dire. E quello che mostra è che, conseguentemente da sindaco non saprà cosa fare. Ad aggravare l’atteggiamento del giovane Di Stefano è stata la scelta di riprendere subito un microfono in mano, rigorosamente da solo, andando in onda su un’altra emittente. Identico ragionamento vale per chi non si è proprio presentato al confronto pubblico di stamattina, cioè il candidato a sindaco Altobelli. Doveva assolutamente esserci perchè se concorre a guidare la città non può evitare l’appuntamento. Non presentandosi ha già dimostrato alla città che già sa che un confronto non lo può sostenere, che non sa dove mettere le mani. I due ne vengono fuori come due candidati improvvisati, messi lì senza un perchè. E dopo una amministrazione fallimentare, questo atteggiamento fa drizzare i capelli. Vuol dire che davvero i sorani devono svegliarsi perchè se oggi Sora è nel baratro, domani sarà peggio. In politica, rifiutare il confronto vuol dire non sentirsi all’altezza del ruolo che si ambisce a ricoprire e come è ben noto ognuno è giudice di se stesso. IreMiz
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