Il Presidente del Consiglio Mario Draghi questa mattina a L’Aquila per l’inaugurazione del ‘Parco della Memoria’ insieme al Ministro per il Sud, Mara Carfagna. All’evento non sono stati invitati i genitori dell’Associazione Avus ‘Vittime universitarie sisma 6 aprile 2009’.
Una lettera accorata quella di Sergio Bianchi, presidente dell’Avus e papà di Nicola, giovane studente universitario che in quel tragico evento perse la vita insieme a tanti altri colleghi. Uno schiaffo sonoro alla memoria delle vittime e di chi da anni si batte per avere giustizia. ‘A noi genitori dei ragazzi fuori sede morti a L’Aquila, quella maledetta notte, non piace tornare a L’Aquila. I nostri figli alle 3.32 del 6 aprile 2009 sono diventato dolore, ricordo, senza futuro: abbiamo subìto anche il gelo di una comunità, che ci ha sempre tenuto a margine di tutto. I 55 studenti fuori sede dell’Università hanno avuto come bara l’appartamento dove vivevano a L’Aquila per studiare e disegnarsi un futuro. Ecco, a noi sono rimaste le “macerie dentro”, non andranno mai via, ma nessuno ha provato neppure ad aiutarci a spostarle. Un parco della memoria, quello che si inaugura oggi, non riporta in vita Nicola, Daniela, Martina, Gabriele, Carmelina, Ivana, Maurizio, Sara, Michele Enza, Maria e Roberta, ma poteva essere un luogo di riflessione che poteva spingerci a tornare in quei luoghi di dolore. Il mancato invito della nostra Associazione a questo evento conferma che noi non facciamo parte della memoria di questa città. In questi anni, come Onlus Avus 2009, abbiamo vissuto quel lutto in ogni nostro gesto. Abbiamo pensato di render viva la memoria dei nostri figli e così è nato il premio Avus per “la miglior tesi sulla prevenzione sismica”, in collaborazione con l’Università de L’Aquila e da otto anni raccogliamo i lavori di studenti universitari che, attraverso le loro tesi di laurea, danno un contributo a rendere più sicuro questo mondo. Pubblicheremo entro fine anno, in collaborazione con Sigea Geologi, un libro con le tesi raccolte in questi anni di premio. Un piccolo contributo per ribadire l’amore per i nostri figli e l’amore per le nuove generazioni che, speriamo, sognino un mondo dove il rispetto per gli altri e la conoscenza siano le basi solide della loro professione’.
