È stato necessario fare una raccolta firme per far svolgere un Consiglio Comunale riguardo il biodigestore.
Dopo il Consiglio Comunale chiesto lo scorso giugno dai consiglieri di minoranza, “trasformato” in seduta aperta con la partecipazione delle parti della società promotrice del biodigestore e quindi consiglio “aperto” e non deliberante, i cittadini si sono mobilitati in conto proprio, raccogliendo le necessarie firme per chiedere una nuova seduta consiliare, in considerazione del fatto che sindaco di Anagni, presidente del Consiglio Comunale, giunta e consiglieri comunali di maggioranza non hanno mai richiesto a tal proposito una seduta per discutere di “biodigestore”. Il movimento NO BIODIGESTORE ANAGNI ha comunicato a tutta la cittadinanza anagnina e della Valle del Sacco che è stato raggiunto il numero di firme necessarie per protocollare la petizione popolare di deliberazione del Consiglio Comunale di Anagni. “Si ringraziano infinitamente tutti i cittadini che con la loro partecipazione hanno consentito di raggiungere l’obiettivo in appena due settimane, recandosi presso l’ufficio elettorale o i due banchetti organizzati con l’ufficiale autenticatore. La proposta di delibera consentirà all’ente di opporsi al progetto di biodigestore in tutte le sedi competenti. Pertanto confidiamo che la stessa riceva nel suo iter burocratico il supporto di tutti i rappresentanti istituzionali contrari al biodigestore.” Il 23 settembre, è stata protocollata la proposta di deliberazione di iniziativa popolare sul biodigestore, grazie soprattutto ai 600 cittadini che in questi giorni l’hanno sottoscritta. “Il regolamento comunale prevede tempi tecnici molto comodi per l’amministrazione, 10 giorni per l’ammissibilità, 10 giorni per i pareri e 30 giorni per la convocazione del Consiglio. Per agevolare la procedura di ammissibilità abbiamo già provveduto a presentare il certificato dell’ufficio elettorale che attesta il numero di votanti iscritti nelle liste elettorali sulla base del quale si stabilisce il _quorum_ di firme necessario per validare la proposta di delibera. Le firme protocollate sono tutte valide perché sono state adeguatamente certificate, dall’ ufficio anagrafe o dal certificatore del Tribunale presente ai banchetti. Per quanto riguarda invece l’acquisizione dei pareri, ricordiamo che una deliberazione analoga ha già ricevuto pareri favorevoli a Sgurgola, dove è stata discussa e votata il 30 luglio scorso. Non essendoci, dunque, ragioni ostative alla convocazione del Consiglio e considerata la pendenza della procedura di A.I.A. presso la Regione, auspichiamo in una anticipazione responsabile dei tempi. Ciò appare doveroso data l’estrema l’importanza dell’argomento e visto l’invito del Prefetto recapitato al Presidente del Consiglio lo scorso luglio. Inoltre, ciò appare coerente con le dichiarazioni dello stesso Sindaco, il quale ha recentemente affermato che farà di tutto affinché “la cittadinanza possa partecipare e possa contribuire alla decisione della strada da percorrere insieme per il progresso ambientale di Anagni”. Quale modo migliore di iniziare a farlo se non convocando in tempi brevissimi un Consiglio Comunale chiesto a gran voce proprio dai cittadini? La volontà degli anagnini a riguardo è evidente: si sono mobilitati per sopperire all’inerzia di chi avrebbe dovuto rappresentarli, non facciamo che debbano anche veder vanificato il loro sforzo a causa di iter lunghissimi che si potrebbero tranquillamente abbreviare. Il movimento NO BIODIGESTORE ANAGNI non cessa le sue attività di coinvolgimento ed informazione: fino allo svolgimento del Consiglio Comunale si continueranno a raccogliere firme in supporto alla proposta tramite banchetti in centro e nelle zone periferiche, secondo un calendario che verrà diffuso nei prossimi giorni.” Anna Ammanniti
