Paliano – Bruciato il canneto del Parco La Selva, enorme danno all’ecosistema (FOTO)

Anna Ammanniti
3 MIn Lettura
Gli incendi che per una settimana hanno colpito un’area della zona del Parco La Selva hanno causato un danno all’ecosistema non indifferente, è andato a fuoco per ben due volte un canneto all’interno del Monumento Naturale.

Il primo rogo è divampato la sera del 31 agosto nell’area denominata Collegianturco, vicino all’entrata del Bosco Paliano. Dopo aver domato le fiamme fino a notte inoltrata, il giorno dopo il rogo è ripartito. Grazie alla tempestività dei soccorritori l’incendio non si è trasformato in qualcosa di irreparabile. Il fuoco è partito nei pressi della recinzione del Bosco Paliano, è stato spento quando le fiamme avevano attaccato i primi due-tre balloni di fieno disposti lungo il terreno. Spenti a tempo prima che andasse a fuoco tutta la fila che, con effetto domino avrebbe accompagnato le fiamme all’interno del bosco. La sera del 2 settembre ancora un altro incendio nel Parco La Selva, a bruciare questa volta un canneto. L’incendio è stato spento dopo tre ore circa di lavoro intenso. Il giorno dopo purtroppo è ripartito bruciando ancora le canne di bambù. Il 5 settembre di nuovo le fiamme al Parco, dalla parte del terreno che costeggia la strada provinciale San Procolo. Lodevole e senza sosta il lavoro dei Vigili del Fuoco e dei volontari della Protezione Civile di Paliano, grazie ai loro tempestivi interventi le fiamme sono state domate per tempo, prima che l’incendio causasse danni più importanti. I roghi sono molto probabilmente di origine dolosa, spetterà agli investigatori stabilirne la natura. Il dato di fatto è l’enorme danno causato all’ecosistema. Solitamente desta molta più preoccupazione l’incendio che divampa nei boschi e nelle foreste, ma anche il canneto ha la sua importanza per l’ecosistema e merita sicuramente una maggiore attenzione e salvaguardia. Il canneto è un ecosistema molto produttivo, contribuisce alla depurazione delle acque e alla fissazione delle enormi quantità di CO2 nella biomassa. Sono essenziali le sue funzioni naturalistiche, essendo habitat fondamentale per numerose specie di uccelli e di altri vertebrati e invertebrati. Il canneto ospita i nidi degli animali più soggetti a predazione durante le delicate fasi riproduttive e offre protezione negli stadi giovanili. Per questo motivo il canneto è spesso la parte con maggiore biodiversità di un intero corpo idrico. A questo va inoltre aggiunto il tradizionale uso delle canne come sostegno in agricoltura che, con una raccolta limitata e sostenibile, contribuisce a ridurre il ricorso a materiali più impattanti per l’ambiente e il clima. Anna Ammanniti  
TAGGED:
Condividi questo articolo
Nessun commento