Pubblicato il piano per il rientro in classe dell’Istituto superiore di Sanità. Tutte le regole, dall’educazione fisica, alle mense. Tamponi ogni quindici giorni a campione per gli studenti dai 6 ai 12 anni. Green pass, mascherine in stoffa al banco e tamponi a campione.
Per il controllo del Covid in ambito scolastico, il nuovo documento che l’Istituto Superiore di Sanità ha limato ieri pomeriggio insieme alle Regioni, ultimo tassello prima dell’inizio della scuola è destinato sicuramente ad entrare nelle abitudini di tantissime famiglie italiane. La questione più delicata è stata quella delle mascherine: è obbligatorio indossarle a scuola dai 6 anni all’università. È raccomandata «fortemente» la mascherina di tipo chirurgico in ogni situazione, si legge nel documento, ma è indispensabile solo «laddove non sia possibile il distanziamento di almeno un metro». Dunque, dove tutte le misure di prevenzione a partire dalla distanza sono rispettate, le scuole potrebbero decidere anche, in situazioni eccezionali, cioè per i bambini più piccoli, l’uso delle mascherine di comunità in stoffa. La mascherina si può togliere poi, oltre che a mensa, una volta seduti e distanziati, anche per le lezioni di educazione fisica, dove è previsto anche all’aperto «l’obbligo di distanziamento interpersonale di almeno due metri». Le scuole secondarie e le università «devono essere in condizioni di implementare la didattica a distanza in base alle condizioni epidemiologiche». Didattica a distanza che può essere attivata «esclusivamente» in singole scuole o in specifiche aree territoriali con provvedimenti dei presidenti delle Regioni dei sindaci in zona arancione o rossa. Dunque, il passaggio di zona non implica automaticamente l’attivazione della Dad. Partirà da metà settembre anche la campagna di tamponi salivari a campione che interesserà ogni mese circa 110 mila studenti delle scuole elementari e medie che si trovano nelle cosiddette «scuole sentinella» individuate dalle Regioni. 55 mila studenti ogni quindici giorni, su base volontaria, a turno classe per classe nelle scuole identificate a livello provinciale. A metà settembre si parte con tamponi somministrati a scuola da personale sanitario (i genitori dovranno firmare il consenso informato per i propri figli, che è volontario e non obbligatorio). Il monitoraggio avrà «carattere di gradualità» con test molecolari su campione salivare come il «lollisponge e il salivette» che non richiedono particolari cure per la conservazione. Sarà la struttura del commissario Figliuolo a distribuire i dispositivi alle Regioni. Dopo una fase di avviamento, da metà novembre o inizio dicembre i test verranno fatti a casa dai genitori: il test effettuato a digiuno appena svegli è più preciso. Saranno gli stessi genitori a portare il campione a scuola. Per ora, vista l’introduzione del green pass, non si faranno test ai docenti. Anche se per il personale fragile che è esentato dal vaccino, è in corso di definizione un protocollo per test antigenici periodici. (fonte: ansa.it)
