Provincia – Scegli di essere libero, di decidere sulla tua vita fino alla fine dei giorni

Sara Pacitto
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Una battaglia morale iniziata qualche anno addietro da Marco Cappato e Mina Welby: grazie alle loro “disobbedienze civili” nel 2017 è stata approvata la legge nr. 219 che riconosce il valore del Testamento Biologico ed ha sicuramente sollevato l’attenzione sulla disponibilità della propria vita umana.

Oggi in Italia i pazienti per cui risulti sufficiente l’interruzione delle terapie, possono decidere di porre fine alle loro sofferenze. Con una sentenza definitiva, la Corte Costituzionale ha chiarito che l’aiuto al suicidio, art.580 del Codice Penale, non è punibile nel caso in cui la persona che lo richiede sia tenuta in vita da trattamenti di sostegno vitale. Tutte le altre persone con patologie irreversibili ed i pazienti impossibilitati ad assumere autonomamente un farmaco, invece, nel nostro Paese non hanno la possibilità di scegliere e di chiedere aiuto medico attivo per la morte volontaria, perché il nostro Codice Penale vieta l’omicidio del consenziente, art.579. Molte persone gravemente malate oggi non sono libere di scegliere fino a che punto vivere la loro condizione. Non hanno diritto all’aiuto medico per la morte volontaria, al suicidio assistito o ad accedere all’eutanasia come è invece possibile in Svizzera, Belgio, Olanda, Spagna, Canada ed in altri paesi degli Stati Uniti. Il referendum abrogativo dà la parola ai cittadini: il quesito referendario si pone l’obiettivo di introdurre l’eutanasia legale tramite l’abrogazione parziale dell’art.579 C.P. che punisce l’omicidio del consenziente, lasciando intatte le tutele per le persone vulnerabili, i minori di 18 anni, le persone che non sono in grado di intendere e volere, quelle il cui consenso è stato estorto, e potrà introdurre nel nostro Paese il diritto all’aiuto medico alla morte volontaria. Con questo intervento referendario l’eutanasia attiva sarà consentita nelle forme previste dalla legge sul consenso informato ed il testamento biologico insieme ai requisiti introdotti dalla sentenza della Consulta sul “Caso Cappato”. Solo in questo modo si possono abbattere le discriminazioni oggi esistenti, consentendo la possibilità di scegliere un fine vita consapevole, controllato e sereno, anche alle persone malate che necessitano di un aiuto esterno per porre fine alle proprie sofferenze. Il sindaco di Fontana Liri, Gianpio Sarracco, con un post pubblicato su facebook, ci mette la faccia per sensibilizzare la cittadinanza ed invita la comunità a recarsi presso l’Ufficio Elettorale ed Anagrafe per firmare a favore del referendum “per essere tutti liberi, fino alla fine dei giorni, di poter decidere sulla propria vita, anche in Italia”. Ci auguriamo che gli altri sindaci del territorio seguano l’esempio e sollevino l’attenzione sulla delicata problematica. In diversi punti della Provincia, tra tavoli, studi legali e notarili ed Uffici Comunali, ci si può recare per firmare: ad Arpino presso il palazzo Municipale, in via Aquila Romana, lunedì 10.00-12.00 e giovedì 15.30-16.30. Ad Isola del Liri in via San Giuseppe 1, il lunedì 9.00-12.00, giovedì 9.00-12.00 e 16.00-17.30. A Sora, presso lo studio dell’avvocato Pasquale Petrozzi in Viale XX Settembre 42, previo appuntamento al nr. 3284130116. Per saperne di più si può consultare il link riportato, aggiornato in continuazione https://referendum.eutanasialegale.it/dove-firmare/ Sara Pacitto
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