Il giornalista Francesco Digiorgio sono mesi che vive una situazione di disagio. Bloccato senza motivo dal social network più “trafficato” al mondo, subisce non solo un danno “sociale”, ma anche d’immagine a livello professionale. Digiorgio decide così di portare Facebook in Tribunale.
Quale è la “colpa” del giornalista Francesco Digiorgio? Non è dato sapere, nonostante abbia chiesto spiegazioni a Facebook, la sua PEC non ha trovato risposta, come d’altronde quella del suo legale. All’improvviso da un giorno all’altro il noto social network Facebook gli ha bloccato il profilo, inutile tentare di aprirne altri, anche con nomi diversi, il suo codice identificativo è stato “marchiato” senza motivo e senza avere spiegazioni. Spiega il giornalista: “Da un giorno all’altro Facebook ha disattivato il mio account, ha eliminato il mio profilo e io ancora non ho capito se ho scritto qualche articolo che ha infastidito il noto social network, oppure forse perché ho pubblicato troppi link all’interno dei gruppi e sono stato considerato uno spam. Sta di fatto che non ho potuto più “navigare.” Ho scritto per avere spiegazioni, ho mandato i documenti come richiede la procedura. Sono stato schedato come un “criminale” e nonostante tutto non mi hanno riattivato il profilo. Nella mail spedita ho fatto presente che sono un giornalista e che l’eliminazione del mio profilo, senza la violazione di nessuna regola del social, è negare la libertà di stampa come invece prevista nell’art. 21 della Costituzione. Non ho subito solo un danno nella vita sociale ma anche a livello professionale. I miei colleghi, i politici, sul posto di lavoro, mi hanno chiesto come mai Facebook mi cancellava di continuo i profili e questo mi ha procurato e mi procura ancora imbarazzo. Facebook per chi lavora sul web è un mezzo importante, ne sono stato buttato fuori senza motivo!” Alla prima udienza Facebook Italy ha “scaricato” le competenze a Facebook Ireland, vedremo come andrà a finire. La prossima udienza è stata fissata al 4 febbraio 2022. In un caso analogo il Tribunale di Bologna ha condannato Facebook per aver cancellato senza motivo il profilo personale e le due pagine ad esso collegate di un professionista bolognese. Anna Ammanniti
