Anagni – Denunciati tre soggetti per i lavori all’immobile “Il Rotone”

Anna Ammanniti
3 MIn Lettura
Prosegue l’azione dei Carabinieri della Compagnia di Anagni, quotidianamente impegnati nel capillare controllo del territorio teso a garantire il rispetto della legalità anche sui luoghi di lavoro ed in materia di tutela dei beni culturali e del paesaggio.

Nell’ambito di tali servizi, ieri i militari della Stazione di Anagni, congiuntamente al personale della Soprintendenza Archeologica Belle Arti e paesaggio per le Province di Frosinone e Latina, hanno eseguito controlli e denunciato in stato di libertà tre soggetti implicati nell’esecuzione di opere edili. I predetti sono stati ritenuti responsabili, a vario titolo, di difformità inerenti all’autorizzazione rilasciata dalla stessa Soprintendenza e consistenti nella realizzazione, mediante tamponatura e copertura con intonaco armato, del portale principale e di alcune pareti dell’immobile “Il Rotone” sito di natura storica ubicato in località Osteria della Fontana della Città dei Papi. Il Rotone è uno storico edificio che ospita un impianto di archeologia industriale di metà Ottocento identitario di un quartiere e della città intera. Si tratta di un’area di grande valore archeologico del quartiere di Osteria della Fontana, lungo la via Casilina. Un tempo era l’antico Compitum anagninum dove si incrociavano la via Latina e la via Labicana e dove insistevano strutture come il Circus maritimum (vestigia archeologiche a 30 mt lineari), l’antico Tempio di Diana e il Delubrum Lavernae. Antico punto di incontro tra le città erniche e successivamente importante stazione di posta della rete viaria dell’antica Roma e naturale collegamento tra la villa imperiale romana di Villamagna e la città di Anagni. L’edificio del Rutone prende il nome da una grande ruota in legno che serviva a far muovere una gigantesca macchina idraulica. Nel 1860 il papa Pio IX decise di risolvere il problema secolare dell’approvvigionamento idrico della città, incaricò monsignor Francesco Saverio De Merode proministro delle armi della Santa Sede, che andava spesso ad Anagni a visitare i giovani zuavi pontifici che prestavano servizio militare in città, rampolli di nobili e ricche famiglie belghe a lui legate. Il monsignore affidò all’ingegnere francese Ponnet di Marsiglia la costruzione della macchina con l’ausilio del bravo meccanico romano Mazzocchi e dell’anagnino ing. Fabri. Negli anni Novanta una scelta amministrativa intese avvalersi di fondi “Edilizia Sovvenzionata” per promuovere la riqualificazione di questi luoghi includendo la trasformazione del Rotone in cinque unità abitative di edilizia economica e popolare. L’intera situazione era stata portata all’attenzione pubblica da diverse associazioni. operatori culturali e commerciali del quartiere. Anna Ammanniti  
TAGGED:
Condividi questo articolo
Nessun commento