FOCUS – Green Pass piscine al chiuso e palestre, musei, cinema, teatro … le regole dal 6 agosto

Anna Ammanniti
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(di Anna Ammanniti) Scatta dal 6 agosto il Green Pass obbligatorio per eventi e competizioni sportive, per accedere alle palestre, alle piscine al chiuso e nei centri benessere e termali.

La Certificazione Verde verrà richiesta nei ristoranti e nei bar per le consumazioni al chiuso, ma anche per gli spettacoli all’aperto, nei musei e nei luoghi di cultura, nelle sagre, fiere, convegni e congressi, nei parchi tematici e di divertimento, sale gioco, scommesse, bingo, casinò e concorsi pubblici. Senza obbligo di certificazione per le chiese e gli oratori. Praticamente si potrà accedere senza Green Pass solo ai trasporti, ai negozi e supermercati, mentre è stata ulteriormente rimandata la decisione per le scuole e sono rimasti esenti dal vaccino i bambini al di sotto dei 12 anni. Il Governo Draghi sta inoltre discutendo un nuovo decreto, che dovrebbe entrare in vigore da settembre, per estendere l’obbligo di Green Pass anche a scuole e trasporti, al fine di contenere l’emergenza sanitaria Covid 19 ed evitare una possibile quarta ondata di contagi da Sars-Cov-2. Il Green Pass è costituito da un QR Code, che può essere stampato su carta o in formato digitale sul proprio smartphone, che deve essere esibito per il controllo alle persone autorizzate. L’unico strumento di verifica del certificato è la app Verifica C19, che dovrebbe consentire solo di rilevare la validità e l’autenticità del certificato, senza informare quali sono i presupposti sulla base dei quali lo stesso è stato rilasciato. Come per ristoranti e bar, il gestore o un addetto predisposto dallo stesso titolare delle piscine al chiuso, delle palestre e dei centri benessere, dei musei, e di tutte le attività al chiuso elencate nel decreto, sarà all’ingresso della struttura, munito di tablet o smartphone. Il Green pass viene verificato attraverso l’app VerificaC19, che deve essere scaricata sul dispositivo. Non occorre avere una sim e nemmeno essere collegati ad una rete wi-fi. Il sistema funziona senza una connessione internet e senza memorizzare informazioni personali. I clienti devono mostrare un documento di identità. Servirà a chi controlla per verificare che i dati presenti sul Green pass siano corretti.  Il ristoratore, tramite l’app VerificaC19, cliccando su “Avvia scansione” deve inquadrare il QR code del cliente. Il responso è immediato. Se il codice risulta corretto, appare il messaggio “Certificazione valida” con una spunta verde. Al di sotto, sono riportati nome, cognome e data di nascita collegata a quel Green Pass. Per gli eventi e le competizioni sportive in zona bianca la capienza consentita non può essere superiore 50% di quella massima autorizzata all’aperto e al 25% al chiuso. In zona gialla la capienza consentita non può essere superiore al 25% e, comunque, il numero massimo di spettatori non può essere superiore a 2.500 per gli impianti all’aperto e a 1.000 per gli impianti al chiuso.  Per chi viola le regole o non effettua i controlli è prevista una sanzione da 400 a 1000 euro sia a carico dell’esercente sia dell’utente. Se le violazioni si ripetono in 3 giorni diversi, l’esercizio potrebbe essere chiuso da 1 a 10 giorni. Obbligo di Green Pass per cinema e teatri, ma aumenta il numero di spettatori ammessi ad assistervi. In zona gialla si entrerà con Green pass, mascherina e distanziamento, ma gli spettatori potranno salire all’aperto dagli attuali 1000 a un massimo di 2500 e al chiuso da 500 a 1000. Mentre in zona bianca, dove ora sono fissati limiti di capienza, viene fissato un tetto all’aperto di 5000 persone e al chiuso di 2500 persone. Gli unici soggetti autorizzati a chiedere l’esibizione del Green Pass sono: i pubblici ufficiali, il personale addetto ai servizi di controllo delle attività di intrattenimento e di spettacolo in luoghi aperti al pubblico o in pubblici esercizi iscritto in apposito elenco, i titolari, o loro delegati, delle strutture recettive e dei pubblici esercizi per l’accesso ai quali è prescritto il possesso di certificazione verde Covid-19, il proprietario o il legittimo detentore, o loro delegati, di luoghi o locali presso i quali si svolgono eventi e attività per partecipare ai quali è prescritto il possesso della certificazione verde, i gestori, o loro delegati, delle strutture che erogano prestazioni sanitarie, socio-sanitarie e socio-assistenziali per l’accesso alle quali in qualità di visitatori sia prescritto il possesso della certificazione. Il titolare del trattamento è il Ministero della Salute, in persona del ministro pro tempore, ed è presso di lui che pertanto andranno indirizzati eventuali reclami ed esercitati i propri diritti previsti dal GDPR in materia di trattamento dei dati. Ricordiamo che il Green Pass si ottiene in presenza di una di queste tre condizioni, alternative tra loro: aver avuto il Covid ed esserne guariti: in questo caso in certificato avrà validità di sei mesi a decorrere dalla data di emissione; aver effettuato un tampone rapido o molecolare risultato negativo nelle 48 ore precedenti l’utilizzo del certificato: in questo caso la validità è limitata all’evento per cui viene esibito; ver ricevuto almeno una dose di vaccino. In questo caso il pass si ottiene dopo quindici giorni dalla prima dose, o immediatamente dopo la seconda, ed ha validità di nove mesi a partire dalla seconda dose. Anna Ammanniti
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