Arpino – Covid: chiacchiere ed allarmismo fuori luogo, ingiustificata “caccia” agli untori

Sara Pacitto
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I recenti 4 contagi, ufficialmente comunicati dal sindaco di Arpino lo scorso lunedì, hanno riportato l’ombra del Covid in paese, con gli annessi timori.

Timori assolutamente legittimi, mentre sono la diffidenza, il pregiudizio e le menzogne ad essere inammissibili: la comunità ha voluto ricondurre i contagi ad una cerimonia del 24 luglio, a cui effettivamente gli “infettati” hanno preso parte. Considerato l’allarmismo che si sta generando, è necessario fare alcune precisazioni, sia per tranquillizzare la cittadinanza sia per mettere fine a chiacchiere inopportune che stanno solamente creando tanta confusione. La celebrazione in oggetto è stata organizzata tenendo presente le disposizioni antiCovid vigenti: con particolare scrupolo, tutti gli invitati hanno fornito il Green Pass o, in mancanza, il tampone negativo. Nel momento in cui sono stati riscontrati i contagi dei 4 partecipanti, questi ultimi hanno comunicato alla ASL la circostanza per cui L’Azienda Sanitaria ha chiamato tutti a fare il test: non solo gli invitati ma anche il personale del ristorante, si sono sottoposti al tampone, con esito negativo, per tutti. Quindi niente focolaio e nessun untore ma semplicemente una “caccia alle streghe” che non trova fondamento. Inoltre, per correttezza, bisogna chiarire che i 4 contagiati si trovano nelle rispettive abitazioni e non ricoverati presso strutture ospedaliere, intubati, con complicazioni gravi o in rianimazione. C’è da aggiungere che in questi giorni è venuta a mancare una parente stretta della famiglia che ha organizzato la cerimonia, una nonna conosciuta ed amata dall’intero paese: purtroppo la signora aveva subito un importante intervento chirurgico allo stomaco che le ha causato tanta sofferenza. Nonostante le cure ed il ricovero ospedaliero per oltre due mesi, la nonnina non ce l’ha fatta, ma non è certamente il Covid ad aver causato la sua dipartita. È pietoso dover entrare in merito a dettagli così intimi e delicati per “spiegare” la verità dei fatti e mettere definitivamente fine alle chiacchiere fuoriluogo, che qualcuno si sta impegnando a far circolare. Chiacchiere da bar, o da piazza, che, oltre a ledere l’mmagine di una famiglia stimata per la correttezza che la contraddistingue, ingiuriano ed offendono anche una persona che non c’è più. Disgusta la mancanza di sensibilità, ancor prima che di rispetto: è cattiveria gratuita cercare o costruire di sana pianta un pretesto per spettegolare e “vomitare” su tutto. Restano, ovviamente, le raccomandazioni al buon senso, in qualsivoglia circostanza: abbracciarsi, scambiarsi dei baci di saluto, entrate in stretto contatto con altre persone è sconveniente in questo periodo così instabile. Ci sarà tempo per il contatto fisico, per ora è importante, sempre e comunque, tener presente e rispettare le regole della buona convivenza sociale dettate dal Covid. Ricordiamo ancora una volta che i vaccini, ad oggi unica arma per sconfiggere il virus maledetto, riducono il rischio di contrarre la malattia ed, in caso di positività, sono in grado di evitare, nella maggior parte delle vicende, il peggioramento delle condizioni e l’insorgenza di complicazioni. Attenzione però, riducono il rischio ma non precludono l’eventualità di ammalarsi. Ricordiamo, infine, che le persone vaccinate positive al Covid-19 potrebbero essere meno contagiose delle persone infette non vaccinate, ma comunque possono trasmettere il virus ad altri soggetti. Sara Pacitto
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