Il mega impianto di rifiuti che verrà realizzato ad Anagni in via Selciatella, non lo vuole nessuno. I cittadini anagnini e dei comuni limitrofi sono contrari, è un dato di fatto. La contrarietà non è frutto di un no a prescindere, la Valle del Sacco è stremata dall’inquinamento proprio a causa di un’industrializzazione selvaggia perpetrata per decenni. Il territorio è stanco e come dice il sindaco di Frosinone, Nicola Ottaviani, non accetta neanche più una molecola.
La realizzazione del biodigestore che tratterà 84 mila tonnellate annue di rifiuti ha il placet del sindaco di Anagni, della giunta e della maggioranza anagnina, ma i cittadini, le associazioni, i movimenti politici sono tutti contrari. Questo l’intervento di Sinistra Italiana Anagni e Possibile Anagni. “La sollevazione popolare contro l’impianto di biodigestione ad Anagni, le azioni dei consiglieri del comune di Sgurgola, non sono frutto della sindrome nimby, come qualcuno più volte ha lasciato intendere non troppo velatamente, né frutto di una tendenza generale a dire No. Le azioni contro la realizzazione di questo impianto vengono da lontano, dalla presentazione in conferenza dei servizi delle osservazioni da parte di molte associazioni e sono volte alla tutela del nostro territorio nei confronti di un sistema che favorisce l’interesse privato senza vantaggio alcuno per la cittadinanza. L’impianto, come riportato da progetto, è principalmente funzionale a fornire di energia la fabbrica adiacente. Il prezzo da pagare è il consumo di suolo per la sua costruzione, l’inasprimento delle condizioni ambientali già compromesse. Il territorio, che è dei cittadini, non può essere svenduto perché sia funzionale alla speculazione privata in nome di un illusorio vantaggio occupazionale. La Valle del Sacco va risanata. Oggi questa consapevolezza è più forte che mai. Chi amministra se ne faccia una ragione. Sinistra Italiana Anagni, Possibile Anagni”. Anna Ammanniti
