Atti vandalici nel giardino di Piscina, una delle pochissime aree verdi del centro cittadino. Il giardino vive già nel degrado e nell’abbandono, nella totale indifferenza di chi dovrebbe mantenerlo pulito e offrire il servizio al cittadino per cui paga.
La vegetazione ormai è cresciuta in modo selvaggio ed è un grande peccato veder morire anche un albero di circa 170 anni, probabilmente danneggiato dalla capitozzatura, pratica sbagliata che porta alla morte le piante come più volte abbiamo sottolineato. Senza mai dimenticare la storia custodita all’interno del parco, che ospita i meravigliosi Arcazzi, il tutto lasciato senza video sorveglianza. Ma non basta il degrado, i vandali hanno preso di mira la zona distruggendo la staccionata, le panchine, i vasi, i pochi giochi rimasti e tutto ciò che hanno trovato, un’invasione “moderna” stile Unni. Il consigliere comunali di minoranza Valeriano Tasca commenta: “Gli atti vandalici presso il giardino di via Giminiani, o quel che ne resta, sono all’ordine del giorno. Ieri hanno distrutto la staccionata e cavato delle pietre dal muretto, ma nei mesi precedenti hanno distrutto quelle poche giostre rimaste per i bambini, distrutto le panchine, le reti, i vasi, la lapide che stava nella parte superiore. Non c’è niente di cui stupirsi. Quel giardino che è diventato parcheggio senza tra l’altro esserlo, è abbandonato e nel degrado più totale. Ci sono per fortuna dei cittadini che ogni tanto vanno a togliere bottiglie di vetro spaccate e altri rifiuti ma di certo non possono fare miracoli. L’ultima volta che con il mio gruppo siamo andati a pulire ci avevano promesso una svolta nella gestione del giardino con anche l’installazione di alcune telecamere. Niente è stato fatto. Il giardino di via Giminiani è l’esatta rappresentazione della città gestita da tre anni dall’amministrazione Natalia. Una città sporca, abbandonata e piena di rifiuti. Quei rifiuti che il sindaco si è detto favorevole, insieme alla sua maggioranza, a far venire ad Anagni con il suo assenso al biodigestore e all’impianto di compostaggio.” Anna Ammanniti
