(di Alessandro Andrelli) In estate, negli ultimi decenni, si è sempre parlato di “Emergenza Sangue” facendo il riferimento ai tanti, troppi, incidenti, e alle poche donazioni che avvenivano in tutto il territorio, specialmente nel Lazio. Negli anni è migliorata la situazione, grazie all’organizzazione delle Avis del territorio e ai Centri Raccolta Sangue alle Asl del Lazio, a partire proprio da quella di Frosinone.
Quest’anno, complice la pandemia, la situazione però è nettamente cambiata, perché? Ve lo spieghiamo subito in maniera semplice e senza bisogno di ulteriori giri di parole. Non ci sono più gli infermieri per la raccolta sangue, e questo perché purtroppo l’utilizzo del personale per i tamponi e per i vaccini, ha ridotto le possibilità di impiego, anche sfruttando un contratto di lavoro che prevede anche ore di lavoro straordinario da parte degli infermieri proprio per la raccolta sangue. Bene, la situazione, alla luce di una riunione presso l’Avis Provinciale di Frosinone, è pressoché grave, perché per le prossime settimane, quelle nelle quali complici le vacanze estive ci saranno già meno donatori, mancheranno infermieri e dunque si rischia davvero che moltissime donazioni di sangue, in provincia di Frosinone, vengano annullate, proprio per mancanza di personale. Dalla riunione provinciale di ieri sera (lunedì ndr) il presidente dell’Avis Provinciale di Frosinone, Fausto Di Tommaso, fresco di rielezione, si è detto molto preoccupato definendo la situazione di totale emergenza. “Abbiamo richiesto un incontro con la direzione sanitaria dell’Asl di Frosinone – puntualizza Di Tommaso -. Sappiamo che si sta fronteggiando l’emergenza pandemia e quella legata ai vaccini, ma purtroppo la situazione in materia di donazione sangue, rischia di trasformarsi in una bomba ad orologeria. Mancano gli infermieri, manca la formazione di personale, ma soprattutto in queste settimane potrebbero saltare le donazioni di sangue, e questo creerebbe un forte disagio anche per il Centro Trasfusionale di Frosinone, che potrebbe avere carenza di sangue per il periodo più difficile, quello estivo. Purtroppo non c’è più disponibilità di infermieri. Abbiamo cercato in ogni modo una soluzione interna, ma non c’è stato nulla da fare. A questo punto faccio appello all’Asl, affinché trovi modo di porre rimedio a questa vera e propria emergenza. Mi preme – conclude il presidente Provinciale – con questa dichiarazione avvisare tutti i presidenti e volontari Avis. Abbiamo fatto il possibile, ma la coperta è stata talmente corta, che siamo arrivati a metà luglio e non abbiamo più personale per le donazione di sangue. E chiediamo con forza di poter risolvere la questione a chi di dovere perché sappiamo benissimo quanto ci sia bisogno di sangue nel nostro territorio”. Il sangue, ricordiamolo sempre, non si crea in laboratorio e si utilizza per le trasfusioni, per gli interventi chirurgici e per i laboratori, insomma è fondamentale per l’attività sanitaria locale di un territorio come quello ciociaro, che ha già i suoi problemi legati alla sanità. A questo punto, ma siamo certi che sarà pressoché immediato, ci si aspetta un incontro tra la dirigenza Asl, il Centro Trasfusionale e l’Avis per trovare la migliore soluzione possibile e non dover sospendere la donazione di sangue. Alessandro Andrelli
