Gli azzurri vincono gli europei, capitan Chiellini alza la coppa: è azzurro il cielo sopra Londra. Il Wembley Stadium si tinge del nostro tricolore, riecheggia nell’aria l’inno di Mameli: siamo campioni d’Europa e la Ciociaria, anche stavolta, è presente.
Francesco Antonucci con la sua fidanzata Fabiola Quadrini e Stefano Tomaselli sono i ragazzi ciociari in trasferta che hanno tifato la nostra nazionale italiana di calcio campione d’Europa a Wembley.
“Sono stato uno dei pochi fortunati che, in seguito all’accordo stipulato tra UEFA e Governo inglese, ha avuto la possibilità di presenziare alla finale, racconta Stefano Tomaselli. Sapevo che i tifosi italiani a Wembley sarebbero stati numericamente inferiori ed essendo un appassionato di calcio so quanto il tifo dagli spalti possa influire positivamente, a livello psicologico, nella carica emotiva di ogni atleta. Per questo ho sentito il bisogno di tifare la nostra squadra al Wembley Stadium. Sono state 24 ore intense e colme di emozioni, dall’ansia iniziale per il gol subito a pochi minuti dal fischio d’inizio alla tensione per i rigori che ci hanno invece portato sul tetto d’Europa e ad una gioia senza paragoni.” Stefano ha raccontato dettagliatamente anche il legame che si è creato con gli altri tifosi accorsi da ogni parte d’Italia, e ha sottolineato l’atteggiamento antisportivo dei tifosi inglesi dei quali non conserverà un bel ricordo “hanno fischiato il nostro inno e hanno fatto invasione nel nostro settore, fortunatamente il tutto si è risolto velocemente e senza problemi”. conclude aggiungendo “E’ stata una bellissima esperienza, il quale ricordo resterà per sempre indelebile”.
Francesco Antonucci – per gli amici Leone – e la sua fidanzata Fabiola Quadrini, invece, vivono a Londra da diversi anni. Entrambi ingegneri, raccontano “I nostri colleghi a lavoro dicevano di temerci e speravano di non arrivare in finale contro la nazionale italiana.” Francesco e Fabiola hanno deciso di non andare allo stadio, seppur vaccinati, a causa della variante che sta facendo nuovamente alzare i numeri di ricoverati Covid-19. “Abbiamo deciso di non andare, ma far sentire il nostro tifo da casa. Già dalla mattina nelle strade si erano riversate persone di ogni età pronte a riunirsi per vedere la partita: un clima indescrivibile, soprattutto dopo il goal dell’Inghilterra quando da Clapham Common ci hanno raggiunto fino a casa urla da stadio” Francesco e Fabiola descrivono le loro emozioni durante la partita, il coinvolgimento di due connazionali all’estero stretti al tricolore, e poi ci descrivono il silenzio a fine partita “era surreale, un silenzio assordante. Gli inglesi tornavano a casa senza guardarsi negli occhi, senza scambiarsi una parola. Il giorno dopo, a lavoro, i nostri colleghi ci hanno fatto i complimenti per la vittoria”.
Sulla bandiera i due ragazzi di Isola del Liri hanno scritto il CAP del loro paese di provenienza e aggiungono, concludendo il nostro confronto, “Lontani fisicamente, ma con il cuore vicini alla nostra terra, alla nostra bella città: 03036 nel cuore!”
Il calcio è un momento di unione e aggregazione per il Paese: in cui ci si emoziona, si soffre o esulta tutti insieme, anche a chilometri di distanza. Dedicato a chi ancora si emoziona per lo sport, e per tutti i nostri connazionali all’estero.
Angelica Buccitti
