Nell’assemblea pubblica organizzata da cinque consiglieri comunali di minoranza: Sandra Tagliaboschi, Fernando Fioramonti, Valeriano Tasca, Nello Di Giulio e Alessandro Cardinali è stato ribadito un NO deciso al biodigestore!
Il no appare piuttosto generale, sono troppe le famiglie anagnine che hanno subito un lutto a causa di tumori e sono troppi i malati di cancro. Ma non solo, anche malattie respiratorie e cardiopatie, risultato di un forte inquinamento che investe da decenni la Valle del Sacco ed Anagni. Anche l’associazione Quartiere Cerere ha espresso contrarietà al biodigestore, attraverso il presidente Luca Santovincenzo. L’avvocato ha evidenziato come il biodigestore non porti nessun beneficio, anzi preoccupanti rischi quali esplosioni, incidenti, emissioni e odori cattivi. Inoltre porta la svalutazione delle proprietà, il depauperamento del patrimonio culturale e artistico della città. “Perché la Città dei Papi, grazie a questa iniziativa imprenditoriale favorita dal nostro sindaco e dai consiglieri, diventerà la città dei rifiuti.” Alla cittadinanza non è stato detto nulla del biodigestore, sono stati i 5 consiglieri di minoranza a darne notizia, chiedendo un consiglio comunale urgente. Un consiglio comunale che alla fine è stato aperto senza avvisare la minoranza. “Quel giorno il nostro Consiglio Comunale, che dovrebbe essere luogo di confronto democratico dei rappresentanti dei cittadini, è stato organizzato come uno spettacolo che doveva servire a convincere i cittadini della bontà di questo biodigestore e del fatto che avevamo un sindaco visionario e illuminato, un sindaco che improvvisamente, pure senza averlo previsto nel suo programma elettorale, era diventato fautore dell’economia circolare, di un progetto che cercava di far passare di interesse pubblico ma che in realtà era un progetto di aziende private. È stato organizzato come un teatrino, organizzato a tavolino senza dire nulla ai consiglieri di opposizione. Un teatrino che doveva servire a prevaricare e svilire il ruolo delle minoranze, a schernire e intimidire la partecipazione civica attiva, a veicolare dati e informazioni di parte, a prendersi gioco dei cittadini anagnini. Quel consiglio comunale è stata una mancanza di rispetto verso lo Stato e verso l’intera cittadinanza.” Queste l’amarezza dell’avvocato Luca Santovincenzo, che ha sottolineato che “non esiste che un sindaco che si faccia dire da una azienda privata che propone un progetto quanto è buono il suo progetto. Non esiste che un sindaco motivi le sue decisioni facendo “i conti della serva”, parole sue. La nostra Costituzione dice che il primo dovere di un amministratore pubblico è l’imparzialità. Deve motivare le sue decisioni con dati oggettivi e imparziali. Quando manca l’imparzialità c’è una distorsione della politica. C’è il favoritismo, c’è la discriminazione. Quanto certi comportamenti degenerano si crea un clima di ricatto continuo, perché il diritto non è più tale. Non ci sono più diritti ma soltanto favori. Su una questione così delicata come quella sul biodigestore era preciso dovere del Sindaco, prima di decidere, informare i cittadini, confrontarsi con il consiglio, chiedere pareri a tecnici competenti, liberi e imparziali. Era suo dovere far rendere all’ente un parere di impatto ambientale, anche chiedendo il controllo e l’indirizzo politico dell’assessore all’ambiente. E invece ha firmato lui il parere, non l’ha chiesto all’ufficio ambiente ed è andato in conferenza di servizi con l’assessore all’ambiente. Per quanto mi riguarda il Sindaco non ha fatto il suo dovere, perché su tematiche ambientali il sindaco dovrebbe ricordarsi che è il tutore della salute e della sicurezza della cittadinanza e pertanto considerare tutto il contesto. Il contesto della valle del Sacco è particolare e questa terra ha già dato abbastanza in termini di inquinamento, ed i cittadini hanno già dato abbastanza con danni alla salute e vite umane. Con il sindaco anche i consiglieri di maggioranza e gli assessori non hanno fatto il loro dovere. Nessuno che abbia detto una parola. Un segnale di vuoto e inconsistenza politica assoluta. Non si permettessero adesso di raccontarci, se li incontriamo al bar, che non sapevano nulla o che sono contrari o che magari provano a farci ripensare qualcuno. Dovesse succedere, riteniamoci autorizzati a dirgli questo. Signori la politica è una cosa seria e non si fa al bar. La volontà politica e il pensiero politico degli amministratori si esprime nelle sedi istituzionali e voi siete amministratori pubblici. Una cosa è il politico vero, quello con la P maiuscola che agisce per il bene comune. Altro è il mestierante della politica, quello che campa con la politica, quello che si butta in politica per l’utile personale o di altri. Anche se non siamo politici, spieghiamoglielo noi a queste persone cos’è la politica, perché lo dice la Costituzione!” Anna Ammanniti
