Anagni – Colata di cemento sui resti dell’insediamento romano, ricorso al ministro Franceschini

Ettore Cesaritti
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Il disinvolto rilascio di nulla osta per edificare in zona archeologica appare sospetto a giovani studenti di Archeologia, i quali hanno ritenuto urgente e doveroso rivolgersi al ministro Dario Franceschini.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso, anzi un torrente più che una goccia, è stato il tentativo di nascondere e deviare le acque sorgenti di località Fonte Donica, un crimine ambientale del quale si starebbero interessando anche i Carabinieri Forestali. Oltre all’aspetto ambientale, secondo i giovani arrabbiati e sconcertati, vi è quello che definiscono un delitto contro la Storia: nel luogo oggetto di lavori, nel periodo aureo dell’Impero Romano soggiornava la guarnigione a servizio dell’imperatore quando il Dominus trascorreva periodi a Villamagna, poco distante. Nel sottosuolo esisterebbero tracce preziosissime dei periodici insediamenti. I giovani riportano alcuni dei vincoli insistenti sul sito “Interessato da – tp060_4376 – Articolo 45 del PTPR Tavola B – Beni puntiali e lineari diffusi testimonianza dei caratteri identitari archeologici e storici e territori contermini Articolo 45 del PTPR Tavola B – Beni puntiali e lineari diffusi testimonianza dei caratteri identitari archeologici e storici e territori contermini · Interessato dall’ Articolo 41 del PTPR Tavola B – Protezione aree di interesse archeologico Articolo 41 del PTPR Tavola B – Protezione aree di interesse archeologico · Interessato dal Vincolo per i Siti di Interesse Nazionale (Bacino idrografico del Fiume Sacco) Siti di Interesse Nazionale (Bacino idrografico del Fiume Sacco)”. I giovani concludono “abbiamo fiducia nel ministro Franceschini, ma forse negli uffici romani esiste una talpa che sigla con disinvoltura nulla osta assolutamente inaccettabili; gli consigliamo di bloccare i lavori in corso ad Anagni ed avviare un’inchiesta urgente”. Jackal
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