Arpino – La storia scritta anche dagli alberi, non tutti conoscono il “tesoro nascosto”

Sara Pacitto
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Sicuramente sono pochi gli arpinati che conoscono il tesoro che si “nasconde” presso il quartiere Ponte, forse non ne sono consapevoli nemmeno i residenti dello stesso rione. Tra la vegetazione alle spalle di piazza Gioacchino Conti, proprio dinanzi lo storico ponte chiamato “romano”, sul letto del piccolo torrente pontigiano, cresce un enorme pioppo nero: è un albero colossale, imponente, la cui altezza è superiore ai 30 metri ed il tronco nodoso, che non è cavo, ha una circonferenza di circa 6 metri, sostenuto da grandi radici corrugate che sporgono dal terreno.

La sua chioma è folta; tutt’intorno l’edera abbraccio la pianta: i volontari che recentemente hanno ripulito l’area circostante, intendono liberare l’albero prima che questa lo soffochi. Si stima che il pioppo abbia 200 anni, un traguardo davvero notevole: nonostante si tratti di una specie nota per la rapida crescita ed il portamento maestoso, è inconfutabile che il monumentale esemplare arpinate abbia un’età parecchio avenzata e delle dimensioni non comuni, mantenendo oltremodo inalterato il suo habitus. Facendo una breve ricerca, il pioppo nero di Arpino ha tutte le carte in regola affinché per le sue dimensioni, l’etimologia, il valore culturale ed ecologico, venga inserito nel primo elenco ufficiale degli “Alberi Monumentali d’Italia”, approvato dal MIPAAF, Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. Non molto tempo addietro, un “parente” del nostro esclusivo albero, che vive nel Podere Pantaleone di Bagnacavallo, dall’età e dalle dimensioni più contenute, è stato inserito nello stesso registro. TG24.info si fa carico di rappresentare e sostenere questa istanza, affinché anche il patrimonio naturale della città di Arpino abbia giusto merito, un “tesoro nascosto” che ha molto da raccontare. SaP
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