Il vecchio detto “aria gialla, la terra balla” accosta l’atmosfera carica di pulviscolo sahariano al terremoto, mettendo in stretta correlazione i due fenomeni naturali.
Gli eventi sismici delle ultime 48 ore sembrano dar ragione al proverbio riportato: oltre al clima afoso, in questi giorni il nostro cielo è inconfutabile fosco, una sorta di cappa causata della sabbia del Sahara spinta dalle correnti provenienti dal deserto, che si concentra e “colora” le quote basse dell’atmosfera, rendendo l’aria pesante, quasi irrespirabile. Intanto la terra del comprensorio continua a tremare: dopo la giornata di martedì, iniziata con la prima scossa di 1.2 alle 15:26 a Pescosolido, poi quella di 3.4 delle 18:37 e 2.4 alle 18:51 entrambe a Sora, è stato un susseguirsi di molti altri piccoli movimenti tellurici di magnitudo basso, tutti compresi tra 0.5 ed 1.9. Nella serata di ieri, alle 19:07, ancora una di 2.9 a Sora, avvertita anche nei paesi limitrofi, creando panico e preoccupazione. Una strana coincidenza: immediatamente dopo l’evento sismico si è alzato il vento caldo e forte, le cui raffiche sono durante circa 20 minuti per poi scemare. L’ultimo movimento registrato è quello di stamane, alle 11:21 di 1.6 a Sora. La sola certezza è che non esiste, purtroppo, alcun metodo scientifico che preveda i terremoti. Resta la consapevolezza delle zone soggette a rischio sismico, più o meno elevato. Sara Pacitto
