Così in una nota la Presidente della I CCP della Regione Lazio, Sara Battisti.
“Oggi 2 giugno si celebra la festa della Repubblica e il 75° anniversario del voto alle donne. È importante non dare per scontati e per acquisiti i diritti che abbiamo conquistato con anni di battaglie. L’Italia è stata un fanalino di coda occidentale per il raggiungimento del voto alle donne, avvenuto solo nel ’45, quasi 30 anni dopo la Gran Bretagna, 15 anni dopo la Spagna e il Portogallo, 25 anni dopo gli USA, 30 anni dopo la Russia che votava la Costituente a suffragio universale. E se noi siamo arrivati decisamente tardi, in molti Paesi il diritto di voto alle donne è ancora un diritto da conquistare, o ha delle restrizioni talmente cogenti da essere molto difficile da esercitare, come in Arabia Saudita. Il voto alle donne negli anni ha saputo rappresentare una unità di misura – una delle tante, insieme al diritto all’aborto, alla separazione – per il raggiungimento della parità sociale uomo-donna. Nell’America della lotta per i diritti civili alle persone di colore, nell’America divisa e degli orrori razziali, nel 1870 si emendava il diritto di voto ai cittadini di colore. Con 50 anni di anticipo rispetto al voto alle donne. E non è un caso che gli americani abbiano votato, e per gran merito sia chiaro, prima un cittadino afroamericano come Obama come loro Presidente, mentre un anno fa si “festeggiava” la prima donna Vicepresidente degli Stati Uniti d’America. E mai una Presidente donna. Il mondo sta cambiando: a 75 anni dal voto alle donne in Italia non abbiamo avuto ancora una donna Primo Ministro, mai una donna Presidente della Repubblica. Nel “gender quality index”, lo strumento utilizzato per misurare i progressi verso l’uguaglianza di genere nei paesi Ue, l’Italia ha un punteggio pari 47.9, laddove la media europea è di 55 e Paesi come la Francia ottengono l’80 e la Germania il 70. A Frosinone su 91 comuni abbiamo solo 4 sindaci donne e nessuna ad amministrare comuni sopra i 10.000 abitanti. Il voto alle donne è di 75 anni fa, ma la strada da fare è davvero molto lunga.”
