FOCUS – 2 Giugno, Festa della Repubblica e del Milite Ignoto

Anna Ammanniti
5 MIn Lettura
(di Anna Ammanniti) Ricorre oggi il 75^ anniversario della proclamazione della Repubblica. Una data importante che si abbina ai 100 anni dalla tumulazione del Milite Ignoto, simbolo di tutti coloro che hanno dato la vita durante le guerre per la libertà di tutti.

Il Milite Ignoto è un militare morto in guerra, il cui corpo non è stato mai identificato. Un convoglio speciale nel 1921 portò da Aquileia a Roma la salma del Milite Ignoto, tumulata poi il 4 novembre nel sacello dell’Altare della Patria, al Vittoriano. Il mastodontico Altare della Patria, dedicato a Vittorio Emanuele II, diventò così un monumento nazionale, dove al centro del primo livello, sotto la Dea Roma, giace il corpo di un soldato non identificato. Ma chi è il Milite Ignoto? Un combattente italiano senza nome, scelto da una donna di Trieste, tra un gruppo di militari caduti in battaglia e mai identificati. Una commissione all’epoca rintracciò undici vittime ignote, inumate nei territori dove furono più aspri i combattimenti. I cadaveri dei soldati vennero messi in bare tutti uguali e disposti in fila nella navata centrale della Basilica di Aquileia a Udine. Maria Bergamas, mamma di un soldato deceduto di nome Antonio, scelse la salma che oggi riposa nella Capitale. Il 2 giugno è la Festa della Repubblica, è celebrata in questa data perché il 2 e il 3 giugno 1946 gli italiani tra monarchia e repubblica parlamentare, alla fine della seconda guerra mondiale scelsero quale forma dare al loro Stato. Fu un voto particolarmente sentito, al quale partecipò l’89% degli aventi diritto, quel voto decretò la fine della monarchia. Il risultato del referendum non era però del tutto scontato, re Umberto II tentò tutto per tenersi stretto il trono. Era diventato re d’Italia soltanto da tre settimane, dopo la tardiva abdicazione del padre, Vittorio Emanuele III. La notte tra l’1 e il 2 giugno cerco di influire sui pronostici della vigilia favorevoli alla repubblica. Ma gli italiani non avevano dimenticato che suo padre aveva legittimato Benito Mussolini, ratificato la marcia su Roma, emanato provvedimenti contro la libertà di stampa, accettato le leggi razziali, messo sotto silenzio le violenze degli squadristi, l’uccisione di Matteotti, la fallimentare guerra di Etiopia e la catastrofica alleanza con Hitler. Non c’era quindi più spazio per la monarchia! Gli italiani scelsero la Repubblica, le votazioni del 2 e del 3 giugno, erano le prime libere dopo 22 anni di regime fascista. Per la prima volta in Italia votarono anche le donne e coloro che con i 21 anni avevano raggiunto la maggiore età. Furono fornite due schede, la prima era per scegliere la forma dello Stato, la seconda per eleggere i deputati all’Assemblea costituente, che avrebbe avuto il compito di eleggere il capo provvisorio dello Stato e redigere la nuova carta costituzionale. Alle urne si presentarono 24.946.878 italiani, tra questi, in 12.718.641 scelsero la repubblica, contro i 10.718.502 che avevano votato per la monarchia, un margine di appena 2 milioni di voti. La notte fra il 12 e 13 giugno, nel corso della riunione del Consiglio dei Ministri, il presidente Alcide De Gasperi, prendendo atto del risultato, assunse le funzioni di capo provvisorio dello Stato. Il 13 giugno il re, dopo il riconteggio dei voti, lasciò l’Italia per raggiungere la famiglia reale, rifugiata in Portogallo. L’ex monarca Umberto II rifiutò di riconoscere la legittimità della Repubblica, questo portò alla XIII Disposizione transitoria e finale della Costituzione, entrata in vigore il 1° gennaio 1948. Furono chiuse all’ex sovrano, le porte del suo Paese, compromettendo i rapporti dell’Italia con la famiglia Savoia. Il 18 giugno la Corte di Cassazione dichiarò l’Italia una Repubblica mettendo così fine al Regno d’Italia. Il 1° luglio fu nominato il primo presidente della Repubblica Italiana, Enrico De Nicola, mentre Alcide De Gasperi fu il primo presidente del Consiglio. Il 1° gennaio del 1948 entrò in vigore la nuova Costituzione della Repubblica italiana. Oggi, 2 giugno 2021, ci saranno solo le Frecce tricolori nel cielo di Roma a causa delle restrizioni per il Covid. Niente parata lungo i Fori imperiali delle forze armate. Sarà un 2 giugno sobrio. L’orientamento del Ministero della Difesa è quello di una festa della Repubblica molto ristretta, senza persone per strada e senza ospiti nelle caserme italiane. Anna Ammanniti
TAGGED:
Condividi questo articolo
Nessun commento