(di Anna Ammanniti) La lattoferrina è da mesi al centro di un interessante dibattito scientifico, questa proteina multifunzionale potrebbe infatti aiutare a combattere il Covid.

In questo anno di pandemia si è discusso parecchio di alcune sostanze che potrebbero aiutare a prevenire o combattere il Covid, soprattutto nelle forme più gravi che richiedono l’ospedalizzazione. Dopo l’uso della terapia degli
anticorpi monoclonali, anche la lattoferrina potrebbe essere un valido aiuto contro l’infezione da Covid-19, la lattoferrina è in grado di accrescere le difese immunitarie dell’organismo e di svolgere anche un’azione anti-infiammatoria, antibatterica e antivirale. Si trova nel latte materno, in particolar modo nel colostro, il primo latte che i bambini assumono dal seno della mamma e circola prevalentemente nel plasma sanguigno. La ricchezza di lattoferrina comporta un buon sviluppo di batteri intestinali. È presente nelle lacrime, nella saliva e nei granulociti neutrofili, cellule del sistema immunitario, La funzione principale della lattoferrina è quella di trasportare il ferro nell’organismo, questa proteina sottrae il ferro al metabolismo dei microrganismi patogeni. Inoltre ha funzione anti-virale e anti-batterica e impedisce a molti virus e a batteri di infettare le cellule. La lattoferrina è utilizzata da tempo come integratore, con l’avvento del Covid è tornata in primo piano.
Diversi studi sia in vitro che in vivo, hanno testato gli effetti benefici della lattoferrina contro l’infezione da Covid.
Uno studio scientifico effettuato da statunitensi e polacchi e pubblicato su
“International Immunopharmacology”, ha evidenziato il ruolo della lattoferrina come immunomodulatore, in grado di contrastare l’eccessiva risposta immune e di facilitare lo sviluppo dell’immunità adattativa. Sulla base dei dati si evince che la lattoferrina può essere di beneficio clinico nel ridurre l’entità di un’aberrante risposta immunitaria, la tempesta citochinica e delle sue devastanti conseguenze sia a livello polmonare sia di altri organi vitali. La lattoferrina può essere utilizzata sia in profilassi che come agente terapeutico per i soggetti a rischio di infezione e, a maggior ragione, per coloro che hanno un indebolimento dell’immunità innata. Un ulteriore studio è stato pubblicato lo scorso gennaio sulla rivista internazionale
“Nutrients”, in cui si è dimostrato che la lattoferrina inibisce l’infezione da Covid-19 e la replicazione del virus. La ricerca è stata condotta da un gruppo di ricercatori italiani, tra cui il professor Ignazio Castagliuolo e il professor Fabrizio Pregliasco, i quali hanno valutato la potenzialità in vitro della lattoferrina nella prevenzione dell’infezione da SARS-CoV-2, confermando, inoltre, una delle caratteristiche di questa proteina, già consolidate in letteratura, cioè l’azione immunomodulante che regola la produzione di mediatori dell’infiammazione nel corso delle infezioni. La lattoferrina ha quindi indotto, come ha sottolineato il professor Pregliasco un innalzamento della risposta immunitaria, ovvero un’attivazione dei cosiddetti neutrofili che sono i linfociti che governano la produzione di citochine che, a loro volta, sono i messaggeri dell’attivazione della risposta immunitaria.

Sempre nel 2021 è partito un importante studio presso
l’Asl di Biella, in collaborazione con l’Ospedale Maggiore della Carità di Novara. Si tratta di uno studio clinico in doppio cieco sull’utilizzo della lattoferrina a un dosaggio di 800 mg al giorno (4 capsule), in pazienti ospedalizzati, positivi all’infezione da Covid-19. La ricerca è coordinata dal dottor Paolo Manzoni, direttore di Pediatria e Neonatologia dell’ASL di Biella, in sinergia con i responsabili dei reparti Covid-19 del Pronto Soccorso e del Dipartimento di Medicina. Per il dottor Manzoni lo studio procece secondo i programmi con una buonissima adesione da parte dei pazienti, a cui viene proposto di sottoporsi al trattamento. Attualmente sono in cura oltre 150 pazienti”. Dall’esperienza clinica di alcuni
medici di famiglia è emerso che la lattoferrina è efficace nelle infezioni da Covid-19 sia da sola, che associata ad altre terapie, utilizzate per il trattamento dell’infezione ed è priva di effetti avversi. “Recentissima è la pubblicazione da parte di un gruppo di ricercatori dell’Università di Catania sulla rivista scientifica “International Journal of Molecular Sciences”. L’utilizzo di nutraceutici può supportare e aumentare le difese immunitarie dell’organismo, ma anche ridurre la durata e la gravità dei sintomi. Lo studio ha valutato le capacità antivirali di alcuni nutraceutici, tra i quali la lattoferrina. Anche gli studi effettuati dalle
Università La Sapienza e Tor Vergata di Roma in merito agli effetti della lattoferrina sugli adulti, hanno avuto dei buoni risultati e sono stati pubblicati su riviste scientifiche internazionali. Gli esperti hanno valutato se in pazienti affetti da Covid-19 asintomatici, paucisintomatici e moderatamente sintomatici, la somministrazione di lattoferrina potesse ridurre la sintomatologia prevenendo l’aggravamento della malattia e il conseguente ricovero ospedaliero. Le conclusioni hanno portato a dire che la lattoferrina si è dimostrata un trattamento privo di effetti avversi ed efficace in pazienti Covid-19 sia da sola che associata alle altre terapie utilizzate per il trattamento del virus.
Anna Ammanniti