Alzarsi la mattina presto, praticamente all’alba, correre alla stazione dei treni ed arrivare a Roma. Salire su altri mezzi per giungere sul posto di lavoro ed iniziare a lavorare, anche se nella vita del pendolare sembra, a tutti gli effetti, essere il viaggio il vero duro lavoro!
Staccare da lavoro, correre di nuovo sui mezzi e arrivare alla grande Stazione Termini della Capitale. Prendere il treno e tornare finalmente a casa, è sera, i piedi doloranti, la stanchezza di una giornata fuori casa e ops … i treni portano ritardi, immensi, infiniti ritardi. Può capitare qualche volta, ma ultimamente la tratta ferroviaria Roma-Cassino è come la lotteria Italia, è come beccare un terno a lotto, sai quando sali (più o meno) ma non sai quando arrivi. Sono almeno due settimane che tra guasti ai freni, guasti generali ai treni, gente che cammina nei pressi delle rotaie, i ritardi si accumulano a dismisura, si arriva a superare un’ora. Ma oggi è stato un vero e proprio delirio. A causa di un inconveniente tecnico a un treno tra Colle Mattia e Zagarolo la corsa delle 16:42 porta un ritardo di 186’ alle 20.16. di conseguenza il treno delle 17.07 è arrivato dopo 118’ di ritardo a Frosinone. Il treno delle 17.14 porta 104’ di ritardo, 99’ quello delle 17.42, 79’ quello delle 18.07, 95’ quello delle 18.14, 77’ quello delle 18.42, 55’ quello delle 19.07 e così via … Le crostatine con la bottiglietta d’acqua non bastano più come scuse per farsi perdonare dai pendolari. Anna Ammanniti
