FOCUS – Gli Stati Uniti sospendono l’uso del vaccino Johnson & Johnson

Anna Ammanniti
4 MIn Lettura
(di Anna Ammanniti) Nella giornata di oggi gli Stati Uniti hanno sospeso in via precauzionale la somministrazione del vaccino monodose Johnson & Johnson. La pausa si è resa necessaria per indagare sulle segnalazioni di coaguli di sangue rari potenzialmente pericolosi, riscontrati in individui che avevano ricevuto il siero americano.

La Food and Drug Administration (FDA) e il Ceters for Disease Control and Prevention (CDC) hanno comunicato che stanno indagando sui casi di trombosi verificati da sei a tredici giorni dopo la vaccinazione. Si tratta di sei casi, riguardano donne di età compresa tra i 18 e i 48 anni, una persona purtroppo è morta. La decisione degli Stati Uniti ha innescato una reazione a catena in tutto il mondo e soprattutto in Europa. Questa settimana nel vecchio Continente sarebbero arrivate centinaia di migliaia di dosi del vaccino J&J. L’Unione Europea ha già subito forti rallentamenti nella campagna di vaccinazione anti Covid a causa dei problemi legati alla sospensione del farmaco AstraZeneca, bloccato sempre per questioni legate ad eventi di trombosi, avvenuti in soggetti appena vaccinati. La somministrazione del vaccino anglo-svedese è ripresa subito dopo tre giorni di stop, l’Ema ha sottolineato che il rischio di AstraZeneca sarebbe inferiore alla possibilità di sviluppare trombosi assumendo le pillole anticoncezionali. C’è grande attesa per l’arrivo del vaccino della Janssen, monodose e facilmente conservabile, garantirebbe una forte accelerazione alla campagna vaccinale. Negli Stati Uniti finora sono state somministrate quasi 7 milioni di dosi del farmaco J&J, la stragrande maggioranza senza o con lievi effetti collaterali. Dalla FDA e CDC hanno informato che la sospensione consentirà loro di indagare sui casi di coagulazione. La Johnson & Johnson ha dichiarato che al momento nessun nesso casuale chiaro è stabilito tra i rari eventi tromboembolici segnalati e il vaccino anti Covid di Janssen. La società ha affermato che ritarderà il lancio del vaccino in Europa a scopo precauzionale. I vaccini J&J ed AstraZeneca sono realizzati con la stessa tecnologia. Sono a vettore virale, utilizzano un virus del raffreddore chiamato adenovirus, per trasportare la proteina spike nel corpo. J&J utilizza un adenovirus umano per creare il suo vaccino mentre AstraZeneca usa la versione di scimpanzè. Oggi pomeriggio alle 16 si è svolta una riunione al ministero della Salute con l’AIFA per fare il punto sul vaccino Johnson & Johnson dopo la notizia della sospensione precauzionale negli Stati Uniti per alcuni rarissimi effetti collaterali gravi. Il ministro della Salute, Roberto Speranza ha dichiarato di essere in collegamento con l’Ema e che nei prossimi giorni sarà valutata la questione dei vaccini Janssen. “Il vaccino Johnson & Johnson dovrà essere usato. Abbiamo fatto oggi pomeriggio una riunione con i nostri scienziati e chiaramente con l’Agenzia italiana del farmaco, siamo in collegamento con l’agenzia europea Ema e valuteremo nei prossimi giorni, appena Ema e gli americani ci daranno notizie più definitive, quale sarà la strada migliore. Ma penso che anche questo vaccino dovrà essere utilizzato perché è un vaccino importante. La scelta statunitense è una scelta precauzionale e la scelta di Johnson & Johnson di non immettere immediatamente in commercio il vaccino in Europa è anch’essa una scelta di natura precauzionale. Il nostro auspicio è di poter al più presto sciogliere questi nodi e usare anche questo vaccino che sarebbe il quarto, e che a noi serve particolarmente”.  Il vaccino J&J è stato approvato dall’AIFA per l’Italia lo scorso 12 marzo.  Oggi alle 12 sono arrivate in Italia le prime 184 mila dosi, stoccate all’hub nazionale della Difesa di Pratica di Mare. Anna Ammanniti  
Condividi questo articolo
Nessun commento