Focus – Autocertificazione falsa, si pensa di eludere multa e reato? Attenzione!

Alessandro Andrelli
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Purtroppo molto spesso si fa confusione sulle sentenze emesse in tribunale e non se ne considerano tutti gli aspetti.

Per il ponte di Pasqua è prevista zona rossa in tutta Italia e, chi si considera astuto già sta pensando a qualche improvvisato espediente per scavalcare le restrizioni disposte. Nelle ultime settimane le notizie relative alle sentenze favorevoli ai furbetti delle autocertificazioni sono rimbalzate sul web, tra lo sconcerto dei naviganti ed il tripudio di chi reclama la “libertà”. Ma attenzione, al di là delle diverse interpretazioni dei giudici, spesso anche opposte, bisogna avere cognizione della legge. Sono tre i verdetti che hanno dato ragione ai “pinocchio” per fatti che risalgono a marzo 2020. Il primo caso discusso a Milano riguarda un caldaista che aveva scritto di essere diretto ad un appuntamento con un collega di lavoro, poi annullato dal collega stesso: il Gip lo ha assolto perché, come recita l’adagio, “non si possono processare le intenzioni”. Il secondo caso discusso a Reggio Emilia riguarda una coppia che aveva dichiarato di recarsi in ospedale per accertamenti medici: per il Gip il reato di falso ideologico non sussiste in quanto “il DPCM che obbliga a firmare l’autocertificazione è illegittimo”. Nel terzo caso, sempre a Milano, un24enne aveva dichiarato che stava rientrando dal lavoro quando, invece, era il suo giorno di riposo: nel processo con rito abbreviato il Gip ha stabilito che “non si è obbligati a dire il vero se sottoposti a controllo per violazione dei protocolli anti-covid, perché non c’è una norma giuridica che costringa a farlo”. Conviene mentire per evitare la multa? Così potrebbe sembrare. È necessario chiarire che un precedente giurisprudenziale non è vincolante, soprattutto quando le sentenze sono emesse dal Tribunale Ordinario e non dalla Corte di Cassazione. Il nostro sistema giuridico prevede che dichiarare il falso è reato penale, per cui si rischia un processo: anche se il giudice decidesse di accoglie le giustificazioni di coloro che hanno rilasciato dichiarazioni mendaci alle forze dell’ordine, non è detto che il Prefetto annulli la sanzione amministrativa. In conclusione, il gioco non vale la candela e, così come consiglia ADUC, Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori, la cosa migliore è evitare il rischio: il rischio di pagare la multa prevista, da 400 a 1.000euro, che si era tentato di eludere con affermazioni false, ed oltretutto di macchiare il casellario giudiziale. Lo sconto del 30%, se si onora entro i 5 giorni previsti, riduce l’ammenda a 280euro, sicuramente un costo inferiore rispetto all’assistenza legale per un processo penale. Se vi ritenete astuti e pensate di fare i furbi quindi, attenetevi alle disposizioni previste e dichiarate ciò che è vero, è sicuramente la soluzione più intelligente. Sara Pacitto
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