Focus – Vietato uscire di casa… ma si può andare all’estero

Sara Pacitto
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La domanda che viene da farsi è “a che gioco stiamo giocando?” Le disposizioni previste per le giornate del 3, 4 e 5 aprile entrano in contrasto tra loro e stanno generando non poche polemiche, oltre che tanta ilarità sulle diverse piattaforme social.

Non si può uscire di casa se non per comprovate necessità, anche le passeggiate sono limitate ai pressi della propria abitazione; di contro, sono consentite le visite a parenti ed amici, sono consentiti gli spostamenti verso le seconde case, sono consentiti i viaggi all’estero. È obiettivamente un paradosso, una beffa! Il DPCM attualmente in vigore prevede che, fino al 30 aprile, non ci si potrà muovere liberamente tra regioni. In effetti, nelle zone arancioni, neanche tra comune e comune. Per cui è assolutamente vietato il turismo: con una recente nota del Viminale, il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese ha precisato che “sono giustificati gli spostamenti finalizzati a raggiungere il luogo di partenza per i viaggi turistici che, in quanto generalmente consentiti, non possono subire compressioni o limitazioni al proprio svolgimento”. Ciò significa che il turismo è vietato in Italia, ma non per l’estero. Legittima la protesta degli albergatori e di tutto il settore che lavora con l’ospitalità, al collasso da un anno. «Non capiamo come sia possibile concedere viaggi oltre confine ed impedire quelli in Italia», così Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi. Si può andare in Croazia, in Belgio, in Finlandia, in Francia, in Grecia ed in molti altri paesi Europei, basta fare il tampone ed avere un riscontro negativo. E mentre il 85% degli alberghi italiani è costretto a restare chiuso, circa 2.500 cittadini lombardi hanno già prenotato per passare le vacanze di Pasqua in Spagna: numeri destinati a crescere prima del weekend. Le associazioni di categoria non ci stanno ed hanno chiesto al Governo di adottare un provvedimento d’urgenza che consenta di applicare la stessa logica anche per gli spostamenti in Italia: ovvero consentire gli spostamenti a coloro che sono muniti di un certificato che attesti l’esito negativo ad un test molecolare o antigenico eseguito non oltre le 48 ore precedenti, del risultato di un test sierologico che dimostri di essere guariti dal Covid oppure di certificazione che attesti l’avvenuta vaccinazione. Ricordiamo, come previsto dalle disposizioni per arginare il virus, che al rientro in Italia i vacanzieri dovranno effettuare un ulteriore tampone oppure saranno costretti ad osservare l’isolamento fiduciario. Sara Pacitto
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