Raggirava un’anziana del luogo e dopo aver conquistato la sua fiducia è riuscita a prelevare dal suo conto ben 1800 euro. A finire nei guai è un’impiegata dell’Ufficio Postale di Atina.
I militari della locale stazione, a conclusione di attività di indagine intrapresa a seguito di una denuncia presentata dalla pensionata, una 87enne residente ad Atina, hanno provveduto a deferire in stato di libertà per “peculato e indebito utilizzo di carte di credito”, l’impiegata suddetta. Dalle indagini eseguite dai militari operanti, grazie anche all’ausilio delle immagini del circuito di videosorveglianza posizionato sullo sportello automatico ATM, è emerso che l’impiegata, nell’esercizio delle sue funzioni, approfittando dell’incarico che ricopriva, nonché del rapporto ormai consolidato con la vittima di età avanzata, era riuscita, fraudolentemente, a farsi consegnare una carta bancoposta con il relativo codice segreto, adducendo quale motivazione la presunta invalidità della carta stessa. Nel frattempo l’impiegata, in diverse occasioni e in orario di servizio, è stata in grado di effettuare tre prelievi da 600 euro ciascuno, per un totale di 1800 euro, i quali, grazie alla funzione di “allert” attivata sul conto, sono stati immediatamente segnalati, ma disconosciuti dall’interessata. Ai tempi del Covid-19 è ancora più raccapricciante assistere ad episodi di questo genere che colpiscono in particolare le fasce più deboli, come la pensionata di Atina che ha commesso un semplice errore: dare fiducia ad una persona, nonché impiegata, che incontrava ogni giorno e che poteva essere sua figlia. Caterina Paglia
