Nervosismo, sete di vendetta e … ritorno a Camelot. Dopo la nomina della nuova giunta, e le sub-deleghe assegnate a consiglieri di maggioranza, era prevedibile che non tutti restassero soddisfatti.
Alessandro Cardinali, primo degli eletti in assoluto e assente dall’elenco dei beneficiati, non ha ancora rilasciato dichiarazioni; per l’assessore Jessica Chiarelli, non confermata, sta montando la protesta da parte dei suoi sostenitori sportivi. Ambedue di Fratelli d’Italia, c’è chi scommette che al candidato presidente Davide Salvati mancherà almeno un voto. Mentre nel resto d’Italia il cecchinaggio politico viene addebitato ai franchi tiratori, nella città dei papi si sperimentano diversi metodi e strategie. Negli anni ottanta, in occasione di una votazione tra i consiglieri per eleggere il sindaco, invece di uno dei nomi proposti, su numerose schede apparve: Artù. Nella maestosità della Sala della Ragione non avrebbe stonato un re con alla cintola la sua Excalibur. In tempi di Covid19, e di riunioni in streaming, riprendere l’estrazione della spada dalla roccia non sarebbe agevole. In Sala Gialla non c’è la Table Ronde, né Palazzo d’Iseo può essere scambiato per Camelot. Daniele Natalia, improvvisato Merlino, chi chiamerà ad impersonare Lancillotto? Jackal
