Si è svolta ieri a Piazza del Popolo la manifestazione organizzata da Yuri Dorian Gray e Imma Schettino, per chiedere la riapertura delle palestre, piscine, scuole di danze e di tutte le strutture sportive e quegli indennizzi bloccati dalla burocrazia.

La pioggia battente non ha fermato
i circa 2 mila operatori del settore sportivo che in piazza hanno manifestato la loro rabbia e preoccupazione per una situazione che al momento non vede via d’uscita. Sono fermi dal mese di ottobre, le attività sportive sono chiuse.
Le spese corrono, le tasse pure, gli operatori sportivi sono disperati. È il presidente dell’OSR,
Maurizio Noli a raccontare l’intervento effettuato alla manifestazione. “Era il 13 marzo del 2007, non a caso l’Europa decideva di celebrare i suoi cinquant’anni di vita con una manifestazione sportiva “una partita di calcio”.

Con questo gesto la Comunità Europea dimostrò definitivamente l’importanza dello Sport come collante di integrazione culturale tra i popoli. Da allora sono passati anni ma non abbiamo assistito ad una vera e propria svolta per il popolo dello sport. Oggi siamo qui, in questa piazza, per diffondere il nostro messaggio, per difendere quello in cui crediamo. Il 9 marzo, esattamente un anno fa, veniva sancita ingiustamente la morte del settore con chiusure sconsiderate e decisioni che hanno portato al collasso un intero settore. È arrivato il momento che lo Stato prenda atto che la vita, la cultura, la salute hanno come unico denominatore l’attività motoria e che per questo vi è la necessità di avvalersi di strutture e professionisti formati, capaci di supportare le esigenze fisiche e mentali dei cittadini. È ora di prendere coscienza che la palestra, la piscina, le scuole di danza e tutte le strutture allo sport destinate, non sono luoghi creati esclusivamente per l’abbellimento del proprio corpo, cliché malsano, bensì luoghi di vera e propria cura fisica e psicologica della persona. Questo tenere chiuse ad oltranza le strutture, senza peraltro evidenze scientifiche che ne motivino la decisione, hanno comportato danni irreparabili ad un settore che chiede a gran voce di poter ripartire.

Occorre una seria programmazione, e una accurata campagna di sensibilizzazione sulla cittadinanza che ribadisca l’importanza che l’attività sportiva riveste sulla vita quotidiana. Occorre una immediata riapertura e che lo Stato scenda in campo al fianco del settore sportivo, promuovendo dei voucher che spingano il cittadino all’attività fisica. Non vanno messi nel dimenticatoio i circa 4000 collaboratori sportivi che, ancora oggi, sono in attesa di ricevere aiuti di Stato, bloccati da una assurda burocrazia decisionale, per una altrettanto assurda modalità di erogazione.

Questo popolo è tristemente noto alla cronaca come “INCONGRUENZE INPS”, anche per loro siamo qui, il popolo sportivo è unito e chiede giustizia anche per loro. Da dicembre le strutture non ricevono alcun tipo di sovvenzione da parte dello stato e degli enti, sono state lasciate sole, la maggior parte di queste non riapriranno perché strozzate dai debiti che si sono accumulati in quest’ultimo anno. Gli affitti, le bollette e le spese di programmazione delle stagioni sportive, cari politici, non si pagano da sole. Abbiamo bisogno di un sostegno economico che viaggi, di pari passo, in relazione alle perdite effettive che in questi mesi ci sono state, diversamente, non si potrà far fronte agli impegni presi con acquisti, leasing e adempimenti onerosi, che caratterizzano la vita professionale del settore. L’OMS, e con esso varie personalità del mondo della sanità, tra tutti si può citare il Professor Landi del Policlinico Gemelli, hanno ribadito più volte la necessità di riapertura delle strutture anche come alleato del sistema immunitario. Si è ampiamente dibattuto su questa necessità, come si è ampiamente dimostrato che non esistono focolai di trasmissione del virus Covid 19 accomunabili alle strutture sportive. I costi che questa scellerata scelta di chiusura comporterà sul sistema sanitario nazionale saranno altissimi perché questo stop ha inevitabilmente causato una sospensione di attività di prevenzione e cura su tanti soggetti.

Il settore dello sport, deve essere considerato al pari di un qualsiasi altro settore produttivo. Lo Sport avvicina i popoli, educa i giovani, previene patologie importanti ma non solo, produce PIL per questo Paese. Noi oggi chiediamo ad alta voce: • L’immediata riapertura di tutte le strutture sportive con protocolli sanitari anti Covid che ne permettano la sopravvivenza. • Voucher economici per i mancati servizi connessi alle attività che si sono dovute sospendere e per una campagna di sensibilizzazione che riavvicini il cittadino a questo settore. • Sostegno economico in relazione alle reali perdite subite nei mesi di chiusura. Tali sostegni devono tener conto dei costi fissi come affitti e bollette, dei costi variabili come acquisti macchinari per la programmazione della stagione, e delle mancate entrate che ne avrebbero determinato la copertura economica.
Oggi noi chiediamo di non essere più invisibili, chiediamo di essere ascoltati e che, dall’ascolto, si passi ad azioni concrete per una ripartenza in sicurezza ma necessaria. Questa corona??? SANCISCE la morte dello sport e da questo vogliamo ripartire, noi vogliamo rinascere dalle nostre ceneri proprio come l’Araba Fenice. Un Governo che si professa Europeista deve condividerne gli ideali che i padri fondatori hanno voluto lasciare, tra questi lo Sport riveste un’attenzione di carattere assoluto. Questo Paese deve allinearsi, deve riformare seriamente il settore non solo con decisioni fiscali fatte ad hoc per procacciare entrate per le casse dello stato, ma che sappiano salvaguardare il lavoratore sportivo e l’intero comparto in ogni sua sfaccettatura! NON VOGLIAMO ELEMOSINA DI STATO, VOGLIAMO UN SERIO RISARCIMENTO PER I DANNI CHE ABBIAMO SUBITO MA SOPRATTUTTO VOGLIAMO RIPRENDERE LA NOSTRA ATTIVITÀ. VOGLIAMO RIPRENDERCI LA NOSTRA DIGNITÀ!”
Anna Ammanniti