L’Agenzia europea per i medicinali (Ema) ha avviato una procedura di revisione per il vaccino russo Sputnik. Se il verdetto di Ema sarà positivo il vaccino Sputnik potrà essere utilizzato anche per i cittadini dell’Unione Europea.

Ad oggi Ema ha approvato tre vaccini:
Pfizer, Moderna ed AstraZeneca, al vaglio sarebbero il russo Sputnik e lo statunitense Johnson & Johnson. Mentre si attende per l’autorizzazione del farmaco russo, a Roma il presidente della Regione Lazio
Nicola Zingaretti ha fatto sapere che prenoterà un milione di dosi dello Sputnik non appena l’Ema avrà dato il suo nullaosta. Questa mattina al termine del meeting tra l’Istituto nazionale di malattie infettive Lazzaro Spallanzani e il Centro nazionale di ricerca epidemiologica e microbiologia N.Gamaleya, l’assessore alla Sanità regionale,
Alessio D’Amato ha affermato che chiederà al Governo di produrre il vaccino Sputnik nei bioreattori del Lazio. Queste le sue parole:
“Ho chiesto oggi durante l’incontro con le Regioni al Governo nelle persone dei ministri degli Affari regionali e della Salute rispettivamente, Mariastella Gelmini e Roberto Speranza di valutare tra l’altro la possibilità di produrre anche in Italia il vaccino russo Sputnik V su cui si è avviata la rolling review di Ema e comunque di valutare la possibilità già di opzionare il vaccino per farsi trovare pronti dopo l’eventuale via libera di EMA e di AIFA. La signora Nina Kandelaki direttore del Dipartimento dello sviluppo dei progetti sanitari del Fondo russo di investimenti diretti (RDIF), ha dato la disponibilità sia all’opzione delle dosi, che a facilitare il dialogo per sviluppare la produzione del vaccino, ringraziando per la cooperazione scientifica tra l’Istituto Spallanzani di Roma e l’Istituto Gamaleya di Mosca che firmeranno un protocollo d’intesa scientifico per una collaborazione stabile tra i due Istituti. Inoltre la signora Kandelaki ha dichiarato la volontà di mettere a disposizione tutto ciò che è necessario per consentire la produzione del vaccino in Italia. Penso che questa disponibilità sia importante poiché abbiamo bisogno di tutte le munizioni possibili in questa guerra e soprattutto di utilizzare tutti i vaccini efficaci oggi a disposizione innanzitutto per la copertura delle varianti”.
Il
vaccino Sputnik V, sviluppato dall’Istituto di Ricerca Gamaleya alle dipendenze del ministero della Salute russo, è basato su due tipi di adenovirus umano inattivati, incapaci di replicarsi e di causare malattia. Alla fine della sperimentazione è stata rilevata un’efficacia del 91,4%. Somministrato in un due dosi diverse, Ad26 per la prima dose e Ad25 per la seconda, a 21 giorni dalla prima, per scongiurare il pericolo che, dopo la prima dose, l’organismo produca anticorpi con una conseguente riduzione di efficacia della vaccinazione. Non richiede temperature molto basse per la conservazione.
Anna Ammanniti