I tecnici della società AeA, partecipata da Asi e Cosilam, si sono recati presso il mega depuratore consortile per programmare gli interventi propedeutici al suo funzionamento.
Il depuratore è stato, fin dal 1992 vigilia della messa in funzione mai più avvenuta, un pozzo senza fine: miliardi di lire e milioni di euro spesi senza risultati apprezzabili. Nella primavera del 2017 la presidenza Asi ne annunciò l’imminente funzionamento; fino ad oggi nulla è stato fatto. Nel 2019 l’operato delle Gav di Legambiente Fiuggi e dei Carabinieri del Comando Stazione di Anagni, fu di sprone all’Asi che finanziò la videoispezione grazie alla quale è stato possibile avere un quadro abbastanza completo della situazione. Tra condotte inutilizzate e scarichi abusivi, c’è poco da stare allegri, ma almeno un primo passo è stato compiuto. La On. Ilaria Fontana, del M5S, si interessò al problema, chiedendo interventi da parte di chi ne ha la competenza. Nei giorni scorsi il Governo Draghi ha nominato la On. Ilaria Fontana Sottosegretario alla Transizione Ecologica. La deputata del Movimento 5 Stelle, originaria di Frosinone è entrata così nel super Ministero a guida Cingolani, che ha assorbito il Dicastero all’Ambiente, dichiarando “Un impegno che porterò avanti con ancora più determinazione”. Il depuratore di Anagni sarebbe in grado di accogliere e trattare reflui e liquami sia industriali che civili, unica auspicabile soluzione agli annosi problemi che attanagliano il territorio. Jackal
