False fatture dietro le gare di Rally: 30 indagati sono finiti davanti al giudice per le udienze preliminari.
L’udienza è stata fissata per il 16 aprile prossimo. L’inchiesta che si è conclusa nell’ottobre del 2019 portò agli arresti il presunto capo dell’associazione malavitosa G.D.S. pilota di Castro dei Volsci. Ai domiciliari erano finiti la commercialista P.P. di Veroli considerata alla mente del sodalizio criminale, A.D.S. e D.D.S. entrambi di Castro e parenti di G.D.I., D.D.I., V.P. e G.M.T. All’epoca dei fatti venne disposto il sequestro preventivo di oltre un milione e mezzo di euro nei confronti dei 30 indagati. Secondo le accuse in meno di un anno avevano un movimentato su un paio di conti correnti oltre due milioni di euro. Somma che ha fatto scattare la segnalazione all’ufficio antiriciclaggio di Poste Italiane. Allora tra le ipotesi di reato oltre all’associazione a delinquere, venne ravvisato l’intestazione fittizia di beni, emissione di fatture per operazioni inesistenti e omesso versamento delle imposte. Il sistema funzionava in questo modo: c’erano le società reali che avevano sede a Roma, Torino, Asti, Bologna, Alessandria e Avellino, e dall’altra c’erano società Cartiere che avevano basi in Ciociaria e controllate da D.S.. Le società buone inviavano bonifici a quelle fittizie. A G.D.S. ed al padre è contestato anche il reato di usura. Il collegio difensivo gli avvocati: Tony Ceccarelli, Giampiero Vellucci, Giuseppe Spaziani, Claudia Mantovani, Mauro Roma e Mario Cristofari. Mar.Ming. (foto: repertorio)
