Cassino – “Vacciniamoci per tornare ad abbracciare il futuro”, iniziativa delle ostetriche del Santa Scolastica

Anna Ammanniti
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Lodevole iniziativa delle ostetriche dell’ospedale Santa Scolastica di Cassino. Una primula come simbolo della campagna vaccinale, un cuore e un abbraccio come segno del desiderio di tornare alla normalità.

Sopportare il peso della pandemia da Covid 19 dopo un anno è diventato davvero faticoso, all’orizzonte però inizia a intravedersi un raggio di luce, portato dal vaccino. Le ostetriche del Santa Scolastica hanno voluto contribuire in prima persona alle iniziative messe in campo a livello nazionale, regionale e locale, per sensibilizzare le persone alla vaccinazione. Hanno realizzato a mano ogni singola primula, simbolo di rinascita e speranza della campagna nazionale “L’Italia rinasce da un fiore”, e hanno adottato come cuore, il logo della campagna regionale e provinciale “Vacciniamoci per tornare ad abbracciare il futuro”. Sono due segni di vita, il desiderio di non dovere vivere più nella paura, nello spettro del contagio e della morte. Queste le parole delle ostetriche: “Crediamo fortemente che quel fiore, segno della primavera che arriva, aiuterà l’Italia ad uscire da uno dei periodi più difficili mai vissuti, come un lungo inverno, dopo il quale non può venire altro che l’esplosione di vita e colori della primavera. La gioia è quindi questo cuore, un abbraccio, per rappresentare tutti quelli persi e tutti quelli che vorremo dare quando finalmente non dovremo avere più paura del Covid. Potremo tornare ad abbracciare il futuro, ad avere un cuore nuovo, più lieto. Se è vero che questo virus ci ha tenuti chiusi ormai da un anno negli ospedali e nelle nostre abitazioni, privandoci degli affetti e delle piccole cose, il vaccino ci riporterà finalmente alla vita, a quel ritorno alla normalità che ognuno di noi desidera. Vaccinarsi è una scelta di forte responsabilità, un dovere morale al quale nessuno di noi può sottrarsi ma soprattutto un segno di fiducia nel futuro. Facciamo sì che questo sia l’anno della ripartenza.” Anna Ammanniti  
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