Dopo decenni di onorata professione, una vera istituzione del paesino ernico dà l’addio: “Non abbiamo trovato sostituti, troppo impegnativo come lavoro”
E’ arrivato il giorno in cui lo storico vapoforno della famiglia Rossi ha deciso di fermare la produzione e di abbassare le serrande. Il titolare, Gianfranco, è ormai arrivato alla meritata pensione ed è proprio lui il più dispiaciuto e rammaricato, anche perché non ci sono altri a raccogliere il testimone e a proseguire l’attività, né in famiglia, né tantomeno estranei. «Questo mestiere – racconta commosso Gianfranco – è tra quelli più faticosi e disagiati. Si lavora soprattutto di notte, per consegnare il pane croccante di prima mattina a tutti i punti vendita che negli anni si sono affiliati a noi apprezzando il nostro modo di lavorare e la bontà dei nostri prodotti. Gli orari sono abbastanza massacranti anche se questo lavoro ripaga con grandi soddisfazioni. Molti penseranno alla conseguenza della pandemia, come avviene da mesi per tante attività. Per il vapoforno – continua il titolare – non è così e la crisi da coronavirus non c’entra niente, anzi, il settore alimentare non ha conosciuto crisi ed ha lavorato e lavora a pieno regime tuttora». Insieme ai tanti cittadini che hanno voluto salutare l’ultimo giorno di attività del vapoforno e augurare la meritata pensione a Gianfranco e gli altri, anche il sindaco Guerriero e l’ex dirigente scolastico Giacomini hanno voluto esprimere parole di riconoscenza a questi artigiani che hanno portato alto il nome di vico, fatto conoscere e rinnovare le tradizioni culinarie ciociare e, in molti casi hanno anche dimostrato la loro generosità come quando-ha ricordato il Primo Cittadino- il vapoforno si è impegnato a rifornire di pane le famiglie rimaste isolate dalla neve. Andrea Tagliaferri
